Abilitare il 4G LTE sui Nokia Lumia

Ho potuto constatare, a mie spese, che nonostante il mio Nokia Lumia 920 fosse correttamente impostato per utilizzare il 4G

Abilitare 4G Nokia Lumiae avessi richiesto l’attivazione del servizio LTE al mio operatore telefonico, continuavo a navigare in HSDPA.

Per abilitare la navigazione in 4G, quindi, ho dovuto digitare sul mio Nokia (dal tastierino numerico, quello per digitare le chiamate, per intenderci) il seguente codice: ##3282# e poi far partire la chiamata. Mi è comparso il seguente messaggio di errore,

Errore TIMma ora posso navigare in 4G.

4G abilitatoN.B. Rumors dicono che questa procedura sia sconsigliata da Nokia… non ne conosco il motivo, ma a me ha funzionato. Ovviamente non mi prendo alcuna responsabilità ;)

WhatsApp blocca svariati account dopo l’inoltro di un video di San Valentino: è isteria di massa

Whatsapp BanNon si sa per quale motivo (e probabilmente non lo sapremo mai), ma nella giornata di venerdì 14 febbraio la maggior parte degli utenti che hanno condiviso con i propri contatti il video #diventafrocio sono stati bannati da Whatsapp.

Se anche voi vi siete trovati, quindi, in questa spiacevole situazione, sappiate che basta cancellare il video dalla memoria del telefono per tornare operativi.

Detto questo, vorrei riflettere su alcuni particolari inquietanti:

  1. La disperazione di alcuni utenti. “Io uso Whatsapp per lavorare”. “Come faccio”. “Oddio adesso come posso vivere”. “Sono rovinato”.
    Tutto molto bello, ma vi ricordo che esistono gli SMS. Costano un po’ di più, ma sono un ottimo backup. Se proprio siete allergici, esiste Viber, WeChat, Skype, Line, la chat di Facebook e molto altro…
    Al last but not least… potete sempre usare il cellulare come se fosse un cellulare e… chiamare la gente.
  2. E’ un virus!!!!. Se fosse un virus, un worm, una bomba logica o qualsiasi altra cosa, chiunque lo abbia inventato diventerebbe ricco e famosissimo. Sarebbe il primo programma malevolo che riesce ad attaccare contemporaneamente IOS, Android e Windows Phone, senza sfruttare vulnerabilità di programmi terzi comuni a tutti e 3 gli ambienti. Insomma sarebbe una cosa potentissima e fighissima. La cosa inquietante è che l’avrebbe inventata un italiano…
  3. Denunciate!
    Chi? Whatsapp? E perché? Gli autori del video? E perché? Ho letto di gente che diceva di andare a fare denuncia alla polizia postale… ma cosa vuoi denunciare? Boh…

Detto questo, chi vivrà, vedrà. Però una camomilla in più non farebbe male ;)

Lo iettatore

Lo iettatore, per definizione, è “una persona ritenuta in grado di esercitare influssi malefici”.

Bene, ora che siete preparati, tenete a mente che fino a luglio 2013, quindi in 31 anni della mia vita, mi avevano rubato solo un’autoradio e una macchina fotografica digitale compatta. Non ero a conoscenza di amici/parenti/vicini/conoscenti che avessero subito furti. 31 anni. 1 autoradio e 1 macchina fotografica digitale compatta. Semplice.

A luglio, però, succede l’imponderabile.

E’ una sera calda, ma in ufficio ci saranno all’incirca 10 gradi. Nonostante non sia previsto, ho indossato il maglione e agli sguardi truci del mio Capo Ufficio rispondo che non voglio prendermi una polmonite.

“Ma si muore di caldo, non hai caldo?”
“Veramente sto andando in ipotermia…”
“Mah, io ho così caldo… abbassa ancora un po’ la temperatura, dai…”

Deriso da un pinguino con la sciarpa, abbasso ancora di più la temperatura e privo di sensibilità alle mani butto un occhio al cellulare. Sono quasi le 20 e mia moglie non è ancora rientrata. Sono un romanticone e se non ricevo notizie entro una certa ora mi preoccupo. Il mio Capo Ufficio intercetta lo sguardo e mi chiede:

“Che succede?”
“Nulla, mia moglie non è ancora rientrata a casa”
“E ti preoccupi?”
“Beh, è da sola in casa, poi si fa una certa ora e stamani ho dimenticato la finestra aperta”
“Non ti preoccupare, tanto quando ti svaligeranno in casa non ci sarà nessuno, puoi stare tranquillo”

A N A T E M A ! ! !

Il pinguino si tocca i coglioni, si lancia il sale dietro la schiena e compra un biglietto di sola andata per le Hawaii. Io strabuzzo gli occhi, mi conficco le unghie nei testicoli, inizio a sudare nonostante la temperatura e rischio l’infarto con il cuore che martella nel petto ad almeno 300 bpm. La fama di iettatore del mio Capo Ufficio è conosciuta in tutto il mondo.

“Come scusi?”. Balbetto.
“Massì, se ti preccopi che ti rubino in casa devi stare tranquillo, se succede non ci sarà nessuno”.

Mi proietto fuori dall’ufficio come se avessi il diavolo alle calcagna e, rischiando di svenire per lo sbalzo termico di 15 gradi, chiamo subito mia moglie:

“Amore, corri subito a casa, barricati dentro ed esci il meno possibile”
“Come, scusa?”
“Tu fallo”

Nei giorni seguenti perdo il sonno, ingrasso 3 chili dal nervoso e perdo metà dei capelli, ma dopo alcuni giorni senza furti, mi tranquillizzo e la cosa finisce nel dimenticatoio.

Grosso errore.

Ad agosto scopro che sono entrati i ladri in casa di mia nonna.
A settembre entrano in casa di un mio carissimo amico.
A ottobre entrano in casa di mio padre
A novembre entrano nell’azienda dove lavora mio zio.

Sento un cappio al collo che si stringe… e non so come porvi rimedio.

 

 

Andrea Mavilla e l’Operazione Pasticcini, si chiudono le indagini preliminari

A quanto pare, secondo quanto riportato dal quotidiano il Corriere della Sera, le indagini preliminari su quanto accaduto tra Andrea Mavilla e i Carabinieri fuori da quell’ormai famosa pasticceria si sono concluse. Sono stati iscritti nel registro delle notizie di reato 2 persone:

  1. Un militare, per ingiurie contro Andrea Mavilla;
  2. Andrea Mavilla, per diffamazione e oltraggio a pubblico ufficiale. A tutto ciò si aggiunge che (cito testuali parole dall’articolo del Corriere): Andrea Mavilla rischia nuove accuse avendo egli messo a verbale comportamenti dell’Arma a suo danno (sputi, offese, prevaricazioni, abusi di gruppo) che risultano inesistenti.

Oh, inesistenti…

A ogni modo, secondo il PM (che all’italiana maniera ora è diventato un sovversivo, uno di parte, un millantatore, uno che difende le istituzioni, etc. etc.), quindi, i Carabinieri erano effettivamente lì per servizio e non per comprare pasticcini (ma noi a chi crediamo? A un PM o a un blogger?). La macchina era parcheggiata in quel modo perché così i militari potevano tenerla d’occhio dall’interno del locale e la perquisizione non è stata un abuso perché condotta “in flagranza di reato”, ma non convalidata perché il video era ormai stato pubblicato (quindi veniva a cadere la flagranza). Tutto questo non lo dico io, eh, ma il Corriere della Sera… quello che mi fa riflettere è che fa in parte scopa con quello che avevo scritto io nei miei precedenti post.

Son soddisfazioni.

Concludo con una piccola precisazione. Sul blog di Matteo Viviani, il signor Gianfranco (sullo scrivente) dichiara le seguenti cose:

gianfrancoNon mi sono messo a replicare perché quella non è casa mia, però non capisco… il fatto che io ritenga un particolare comportamento come sbagliato, fa di me una persona poco attendibile? Quindi un giornalista che racconta di una persona che non si è fermata a prestare soccorso dopo un incidente stradale, ritenendolo un comportamento riprovevole, non è attendibile? Il fatto, poi, che io non mi metta a moderare i commenti (ognuno è responsabile di quanto scritto, ricordo che gli indirizzi IP vengono salvati) mi rende ancor di più inaffidabile?

Buffo, io pensavo che lasciare spazio a tutte le voci, pro e contro, fosse proprio sinonimo di affidabilità e di libertà di parola. Probabilmente siamo ormai troppo abituati alla censura.

Andrea Mavilla mi scrive, io rispondo

In merito al precedente post, il buon Mavilla ha deciso di rispondermi in un commento. Innanzitutto lo ringrazio per il tempo che mi ha concesso e colgo l’occasione per commentare ulteriormente:

Buongiorno Dott. Giovanni Giuseppe Domenico Torcasso, ho letto con molta attenzione il seguente articolo.

Buongiorno Signor Mavilla, io invece ho letto con attenzione la sua risposta.

Sono sempre stato dell’idea che quando si scrive un articolo, si debba quantomeno conoscere non solo la materia, ma soprattutto i fatti.

Illustre Giovanni Giuseppe Domenico Torcasso lei nel precedente articolo non solo dimostra di non conoscere la materia, ma nemmeno i fatti… se poi prendiamo in considerazione anche questo nuovo articolo il quale pieno di inesattezze, illazioni, supposizioni, fondate sul nulla… non fa altro che confermare la sua totale disinformazione su quanto avvenuto prima, durante e dopo i fatti che hanno coinvolto i Carabinieri questa triste vicenda.

Mi scusi, ma come posso conoscere i fatti se non ero presente? Sto a 600Km da casa sua circa, è normale che io non sia a conoscenza di quanto successo in quei giorni. Ora, come lei riporta spesso nei suoi articoli, in Italia esiste il diritto di cronaca e il diritto di critica.

  1. Il diritto di cronaca: si informano le persone su quanto è oggettivamente accaduto, perché i fatti sono conosciuti e possono essere “facilmente” raccontati;
  2. Il diritto di critica: si esprime un giudizio soggettivo, secondo il proprio punto di vista.

Come lei ha espresso il suo diritto di critica su dei Carabinieri in servizio (non di cronaca, perché non aveva idea di cosa ci facessero davanti a una pasticceria), io esprimo il mio diritto di critica su quanto ho visto e, sottolineo, solo su quanto ho visto. Quindi confermo in toto: non conosco cosa è successo prima, dopo e durante i fatti che hanno coinvolto i Carabinieri (credo che chi mi abbia letto ne sia a conoscenza, non ho mai millantato conoscenze che non ho mai avuto), ma penso di poter esprimere un mio personale (opinabile) parere su quello che ho letto e sentito (su internet e TV).

Premetto che non è mia abitudine perdere tempo in polemiche inutili, ma per l’onestà intellettuale che da sempre accompagna la mia vita, le dedico qualche minuto del mio tempo per rispondere alle tante sciocchezze da lei scritte.

La ringrazio.

Risposta: Vede, Signore, se lei fosse stato informato non avrebbe scritto una sciocchezza simile: all’interno della mia abitazione è stato eseguito un vero e proprio blitz diretto dal Capitano dei Carabinieri, Marco D’aleo, il quale ha pensato bene di scomodare due compagnie dei Carabinieri, “Vimercate e Bellusco”.

Questo è quello che ci dice lei, prove oggettive (e non soggettive) non ce ne sono. Chi vuole può crederci, ma è come credere agli avvistamenti U.F.O.: o ci fidiamo di chi ce lo ha detto o non ci fidiamo. Io, onestamente, ritengo che sia una forzatura (ovviamente quanto scrivo, non è il vangelo, ma come ho ripetuto ovunque, un mio pensiero personale).
Tra l’altro devo correggerla: a Bellusco non esiste nessuna Compagnia Carabinieri, ma solo una normale Stazione.

Risposta: Vede, Signore, se lei fosse stato informato non avrebbe scritto una sciocchezza simile: partiamo dal presupposto che i Carabinieri NON avrebbero dovuto entrare all’interno della mia abitazione, tantomeno non avrebbero dovuto sequestrarmi alcun materiale in mio possesso… questo non lo dice Mavilla, ma la Procura di Monza che NON ha convalidato l’iniziativa intrapresa dallo stesso Capitano dei Carabinieri.

Ma… abbiamo detto la stessa cosa!!! Ho scritto più e più volte che non dovevano entrare a casa sua e non le dovevano prendere niente! (io l’ho definita: escalation di cazzate da parte dei CC). Almeno su questo punto la pensiamo allo stesso modo ;)

Il materiale acquisito dai Carabinieri la sera del 7 giugno 2013, non è stato trattenuto “1 giorno, come da lei scritto”, bensì 3 giorni… infatti tutto il materiale mi è stato consegnato il lunedì successivo “10 giugno”, sotto l’ordine della Procuratore della Repubblica, Dott.ssa. Donata Costa.

Chiedo umilmente scusa, ma dal video delle Iene sembra che il portatile sia andato a recuperarlo il giorno successivo. Correggo subito questa inesattezza nell’altro post (ciò non toglie che mi rimane qualche dubbio sulla capacità dei Carabinieri a effettuare il wiping dei dati su un Mac).

Il sedicente informatico “come da lei scritto”, il quale è stato intervistato dall’inviato delle Iene, Matteo Viviani, è responsabile della società Tesla consulting srl… società che lavora non solo per il Tribunale di Bologna come periti-tecnici informatici, ma con le principali aziende italiane le quali proteggono i propri sistemi da possibili attacchi informatici.

Tengo a precisare che ho scritto sedicente solo perché, IMHO, manca un dato fondamentale: ovvero quando sono stati cancellati i file. A ogni modo, io non voglio offendere nessuno e modificherò questo aggettivo. Purtroppo, senza quell’informazione, non possiamo sapere se i file sono stati cancellati prima o dopo. Tutto qui.

Risposta: Vede, Signore, se lei fosse stato informato non avrebbe scritto una sciocchezza simile: quando le autorità competenti effettuano una perquisizione mettendo a ferro e fuoco una casa, non hanno l’accortezza di riporre ciò che hanno precedentemente tolto dai cassetti, dai mobili o dagli armadi, anzi, sembrerebbe che si divertano a lasciarti la casa semidistrutta.

Giustissimo, solo che mi sembra eccessivo tutto quel casino per cercare un portatile. Inoltre, come scritto, io mi baso su quanto ho visto/sentito e dalle registrazioni che ci avete proposto non si sente alcun rumore di fondo che provi una tale baraonda. Ovviamente io non ero lì e posso solo commentare su quello che ho avuto modo di vedere.

Per la 4 domanda non credo necessita alcuna risposta, perché l’inviato delle Iene, Matteo Viviani, è stato contattato al numero di cellulare a lui ancora in uso, in data 8 Giugno 2013, alle ore 7:42 del mattino dal sottoscritto, come dimostrato dai tabulati telefonici consegnati alla Procura di competenza.

Non capisco. Io non ho scritto da nessuna parte che non credo al fatto che lei abbia chiamato Matteo Viviani il giorno dopo. Ho solo riportato quanto detto da Viviani nel suo Video Log, ovvero che si è basato su prove oggettive (quelle che ha fornito lei). Ma le prove fornite da un solo soggetto, nel diritto, non sono prove oggettive! (non sono neanche prove). Quindi cercavo di sottolineare il fatto che per definire “prova” qualcosa, dovrebbe esserci un dibattimento.

Vede, Signore, se lei fosse stato informato non avrebbe scritto una sciocchezza simile: anche perché ad oggi i Carabinieri i quali sono entrati all’interno della mia abitazione devono rispondere ad un processo che li vede accusati per i seguenti reati: abuso di potere, abuso d’ufficio, accesso abusivo a sistema informatico, minacce, violazione di domicilio e sequestro di persona… Il reato di sequestro di persona è stato attribuito pochi giorni, in quanto i soggetti che mi hanno prelevato, non avevano alcuna “motivazione valida” per poterlo fare.

Questo mi sembra sacrosanto e non ho mai detto il contrario. Io, infatti, ho sempre e solo criticato “l’inizio” di questa storia, ovvero l’aver dovuto riprendere dei CC senza sapere cosa stavano facendo davanti una pasticceria. Come ho scritto più e più volte, quello che è successo dopo non è concepibile e i fatti verranno chiariti una volta per tutte, com’è giusto che sia, dalla magistratura.

Quindi, i processi alle intenzioni, illazioni e supposizioni non portano a nulla…

Mi permetta… però è esattamente quello che ha fatto lei all’inizio di questa storia. Ha insinuato che dei CC fossero in pasticceria per comprare pasticcini, ma non ne aveva alcuna prova certa. A me solo questo dispiace, perché da una cosa (per me, ovvio) banale, si è caduti nel caos più completo.

Si informi, si documenti e successivamente scriva cose concrete e sensate… altrimenti non si offenda se le scrivono che i suoi articoli sono pieni di inesattezze diniseatezze.

Ribadisco, si tratta solo di miei pensieri personali che, mi pare, non offendono nessuno. Ho voluto far notare delle incongruenze (presunte, non certe) nei racconti che sono stati fatti. Ovviamente, lo ribadisco, mi sono basato su quanto ho visto, esattamente come ha fatto lei quando ha visto la macchina dei CC. Cerco di riportare un punto di vista diverso, nel rispetto di ogni persona coinvolta che, secondo me, è la cosa più importante in un articolo.

Buona continuazione. Andrea Mavilla.

La ringrazio e le auguro di arrivare il più presto possibile alla conclusione di questa spiacevole storia.

Matteo Viviani e il suo Vlog su “Carabinieri e abuso di potere”.

Articolo aggiornato il 17/10/2013 dopo le indicazioni di Andrea Mavilla

Mi hanno segnalato che la Iena Matteo Viviani ha registrato un Video Log dove, tra le altre cose, parla ancora una volta di quanto accaduto ad Andrea Mavilla (la ormai famosa Operazione Pasticcini a opera dei Carabinieri).

In un commento viene riportato un mio articolo e la Iena in oggetto fa notare che ho scritto un sacco di inesattezze:commento Matteo VivianiOra, vorrei tanto sapere quali sono le inesattezze che avrei riportato. Sono pronto a chiedere scusa nel caso avessi sbagliato, ma fino a prova contraria nessuno ha smontato senza ombra di dubbio la mia tesi.

Visto che nel video la Iena fa alcune precisazioni, è giusto che le faccia anche io. Innanzitutto Matteo Viviani fa notare che il servizio delle Iene non vuole attaccare “il divieto di sosta”, ma quello che è successo dopo. Ebbene, anche io sono consapevole che quello che è successo al Mavilla, ovvero la perquisizione non autorizzata e il sequestro di portatile e cellulare, non è stata una mossa intelligente e che avrà probabilmente dei risvolti dal punto di vista giudiziario (vedi la denuncia sporta dal Mavilla), ma il Mavilla (e molti altri) non la pensano così:

Mavilla: OK, Ok, ok… preciso che i Carabinieri i quali sono stati filmati dal sottoscritto mentre in servizio avevano abbandonato la propria autovettura in prossimità di un incrocio semaforico, in contromano, sulle strisce pedonali, con le ruote sul marciapiede tanto da ostacolare il passaggio alle persone diversamente abili, erano stati impegnati per via di un’emergenza.
Così conferma anche il pasticcere pasticcione…
In verità hanno ragione, un “cannolo siciliano” aveva tentato di estorcere il pizzo ad un “babà napoletano”… il quale non volendo pagare ha chiesto ad un bignè alla crema di chiamare una tartina alla fragola che a sua volta ha pensato bene di chiamare i soccorsi.
Una volta arrivati i soccorritori, il cannolo é stato arrestato, mentre il babà, il bignè e la tartina alla fragola sono stati prelevati e condotti presso la Caserma per essere interrogati.

Cosa si evince dal testo?

  1. Rende stupido il pasticcere, rendendolo poco credibile.
  2. Di quello che è successo dopo, nessuna notizia. Per lui il problema è la macchina in divieto di sosta. Questa cosa lo disturba nel profondo. Nel suo io più intimo. Mavilla, ti invito a lasciare la tua amata brianza (nota zona ad alto tasso di criminalità e di povertà) e venire qui a Roma. Fatti due passi e filma tutti quelli in divieto di sosta, coglioneggiandoli quando tornano alla macchina. Poi a fine serata, se avrai ancora i denti, ne riparleremo.
  3. Prende in giro le forze dell’ordine che stavano svolgendo il loro dovere in pasticceria, rendendosi tra l’altro poco rispettoso dello Stato stesso. Oppure le forze dell’ordine non devono entrare in pasticceria perché altrimenti automaticamente stanno comprando pasticcini? Ma vi rendete conto? Io fossi nella Guardia di Finanza, se fossi chiamato da un cittadino per un controllo sull’evasione fiscale, per esempio, con il Mavilla nei paraggi preferirei non entrare in un esercizio commerciale. Altrimenti mi filma e subito a pensare che ero lì per farmi i cazzi miei. Ah, i finanzieri cattifi comprano pasticcini!

Commento di un lettore: Caro Pietro, qualunque servizio i Carabinieri stessero svolgendo in quel momento, non sarebbero dovuti uscire con i pasticcini in mano!!! Io il video l’ho visto tutto, per ben 14 minuti e oltre…TU lo hai visto??? E come hai fatto a non vedere quel che tutti hanno visto??? Eh…non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire

AAAAAHHHHH!!!!! cattifi Carabinieri che escono con i pasticcini in mano!!!! TRAGGGGGGGGGEEEEEDIIIIAAAAAA!!! Reato gravissimo! Gogna! Fucilazione!

Il problema è che il Mavilla ha instillato il dubbio che i Carabinieri siano entrati in pasticceria per comprare pasticcini e anche se questa cosa è stata smentita sia dal pasticciere che dai documenti dei Carabinieri stessi non frega niente a nessuno. Che poi le brioches (non erano pasticcini, erano brioches) gli siano state regalate dalla proprietaria non fa testo. Non dovevano accettarle. Dovevano offendere la gentilezza di una signora e lasciare tutto sul bancone. Certo. Chi mai avrebbe pensato che accettare in dono qualche brioches sarebbe diventato un caso di Stato?

Il problema è che anche a pensare, come dice la Iena, che il problema sia sorto dopo, credo che le cose siano state gonfiate ad arte:

  1. perché 30 Carabinieri dovrebbero essere entrati a casa del Mavilla? (signori, neanche tutta la Compagnia di Vimercate conta 30 militari… hanno mobilitato un Battaglione per entrare a casa di un cristiano? Ma non vi sembra paradossalmente assurdo?). Saranno sicuramente andati, ma è già tanto se arrivavano a una decina.
  2. hanno sequestrato un portatile, cellulare, etc.. Ok, non dovevano. Ok, hanno sbagliato. Ok, hanno commesso un reato perché hanno cancellato dei file. Però anche qui qualcosa non torna: nel video delle Iene c’è un esperto di informatica che dice: “i file sono stati cancellati in modo che non possano essere recuperati”. Tecnicamente, quindi, i Carabinieri avrebbero effettuato un wiping dei dati.

    Cioè, ma vi rendete conto? No? ve la ripeto meglio.
    I Carabinieri avrebbero effettuato il wiping dei dati su un sistema operativo MacOSX.
    Ancora non vi dice nulla questa frase?
    No?
    Ve la spiego ancora meglio.
    I Carabinieri avrebbero effettuato una procedura complessa come quella del wiping che, tra le altre cose, un informatico medio non sa fare neanche su un sistema Windows, figuriamoci su un sistema MacOSX che ha una penetrazione sul mercato del 5%!
    Fate un esperimento: andate in Caserma, fatevi chiamare il Comandante di Stazione e ditegli: “Comandante, ma il wiping dei dati come si fa?” Dopo aver sgranato lo sguardo, come minimo, vi arresta per oltraggio a pubblico ufficiale.
    Io credo che i Carabinieri abbiano semplicemente cancellato i dati, svuotato il cestino e fine della storia. Qualcun altro ha creato il resto della storiella per renderla più piccante. Non a caso l’esperto non ci dice quando i dati sono stati cancellati. Un’informazione che ci avrebbe fatto molto comodo per sapere se l’operazione di wiping era stata effettuata durante la permanenza del materiale informatico in Caserma o successivamente (come io credo sia successo). Che poi quei dati non dovevano essere toccati è vero. Errore grave dei militari.
  3. Pare che in casa del Mavilla siano passati, più che i Carabinieri, i ladri. Che senso ha cercare nei cassetti se tutto quello che volevano erano i supporti informatici? Il Mavilla mica si aspettava visite che doveva nascondere la sua roba. Ma poi perché girare il televisore? Ora spiegatemi perché qualcuno, cercando un portatile, dovrebbe girarvi la televisione, guardare dentro la lavatrice o aprire il detersivo liquido. :| Che razza di senso ha?
    Bah, il caos che si vede mi sembra anche in questo caso realizzato ad arte.
  4. Matteo Viviani, nel suo Video Log, dice che si è basato sulle prove. Prove che gli ha consegnato Mavilla. Bene, ringrazio Dio che i procedimenti penali non vengano effettuati in questo modo e che le prove debbano essere formate in sede dibattimentale e non fornite senza il minimo controllo dal genio di turno. Altrimenti domani vado in banca, filmo uno che esce, poi la rapino, e poi metto il video in rete di questo che esce dalla banca scrivendo che è stato lui ad uscire subito dopo la rapina. Perché la ratio sulla quale è iniziato il tutto è proprio questa: una macchina dei CC parcheggiata davanti una pasticceria. “Erano dentro per comprare pasticcini!!!”, esclamava, senza neanche sapere perché erano lì. O forse lo sapeva, ma scrivere “Parcheggiano in divieto di sosta per ragioni di servizio” non faceva lo stesso effetto.

Ora, anche io reputo sbagliato quello che è stato fatto ad Andrea Mavilla dai Carabinieri, nulla quaestio su questo punto, quello che mi da fastidio è che a mio avviso la cosa è stata ingigantita dal Mavilla stesso. E non solo. Tutto è iniziato da un soggetto che è andato a stuzzicare dei militari che stavano facendo il loro dovere. Lo stavano facendo in divieto di sosta, è vero, e quindi? Non stavano facendo del male a nessuno e stavano lavorando. (impedivano il passaggio ai diversamente abili, qualcuno scrive. Infatti durante il video è stato impedito il passaggio a numerosissime persone e tutte si sono fermate indignate a protestare)

Certo, poi c’è stata un’escalation di cazzate da parte dei CC (perquisizione e sequestro), ma il blogger plurilaureato non ha creduto alla botta di culo e ci è andato a nozze, ingigantendo la questione e mangiandoci sopra.

Concludo che mentre noi siamo qui a parlare di stronzate, 3 persone, 3 carabinieri che stavano facendo il loro dovere, si ritrovano la vita rovinata (per chi ha effettuato l’escalation di cazzate, invece, aspettiamo il responso della magistratura) perché l’opinione pubblica se li è mangiati vivi. E con loro la loro vita, irrimediabilmente compromessa anche dai procedimenti disciplinari. Tutti questi video, queste parole, questi martiri, sono serviti solo a questo. Ma davvero in questo Paese le cose vanno così bene da potersi prendere la briga di rovinare la vita a 3 persone il cui unico errore è stato parcheggiare in divieto di sosta mentre effettuavano un servizio?
Quello che è successo dopo è un’altra storia e la versione definitiva ce la racconterà la magistratura. Ma nel paese dei commissari tecnici e dei processi in televisione, la sentenza è già scritta.

Avira down: il sito web dell’antivirus Avira sotto attacco da parte degli hacker

Colpo gobbo da parte degli hacker. Il sito di Avira (società tedesca produttrice di antivirus) è stato messo in ginocchio da un gruppo di hacker palestinesi. Potete vedere la pagina completa qui sotto…

Avira hacked AVG..che compare al posto dell’home page ufficiale.

Il messaggio che vuole trapelare è abbastanza chiaro. Il fatto che sia una società di sicurezza a cadere fa abbastanza sorridere…