Diario di bordo: motolancia della polizia (2)

Nel secondo week-end di lavoro ho continuato l’opera costruttiva della mia motolancia della polizia, ultimando quasi completamente lo scafo . Ho concluso il fissaggio degli assi sulle ordinate e ho carteggiato tutto. Ho anche iniziato ad attaccare i listelli sulla parte di poppa, ma devo ancora sistemarli….
Una volta carteggiati a filo ultimerò il tutto inserendo i listelli orizzontali.

Da tenere a mente:

  1. serve assolutamente un piantachiodi… la parte a prua mi è venuta uno schifo perché mettere un chiodino di 5mm (altezza), a mano, è un dramma. Soprattuto usando il martello che useresti per piantare un chiodo normale nel muro.

Diario di bordo: motolancia della polizia (1)

Non è che io voglia fare chissà che, ma devo dare un senso a questo blog (lo pago, fatemi scrivere qualcosa). Ho quindi deciso di darglielo mantenendo un “diario” sulla mia nuova passione: il modellismo navale. Almeno per vedere come (ma soprattutto se) evolverò nel mio hobby.

Sono davvero agli inizi, quindi come prima avventura mi sono imbarcato (!!!) nella realizzazione della Motolancia della Polizia della Mantua Model, che tutti dicono sia il primo modellino con cui avvicinarsi a questa disciplina, se vogliamo chiamarla così (insomma… una barchetta pirla proof).

L’immagine mostra la prima parte della motolancia della polizia, con l’ossatura dello scafo e il primo fissaggio sulle sue ordinate. Niente di difficile, per ora, ma per me è già un grande risultato.

Da tenere a mente:

  1. utilizzare meno colla, ne basta davvero poca per avere una presa eccellente e almeno così non straborda.
  2. serve assolutamente una mascherina, altrimenti quando carteggio respiro polvere di legno al posto di ossigeno

Tra due settimane un nuovo avanzamento 😉

Il Corriere della Sera ci regala un giornalismo d’inchiesta d’altri tempi

Il Corriere della Sera decide di darci una lezione di giornalismo d’inchiesta, con un articolo leggermente di parte:

Uber: nel giorno dello sciopero bus
alla fine la corsa viene addebitata

ROMA – La promozione è allettante: una corsa gratuita nel giorno dello sciopero dei trasporti pubblici. A offrirla è Uber, la contestata multinazionale americana di trasporto automobilistico privato, che ha approfittato della giornata di protesta indetta dall’Unione Sindacale di Base, per rilanciare la sfida ai taxi.L’iniziativa è riservata solo ai nuovi utenti del servizi. Ma funzionerà? Il Corriere lo ha provato.

Ho sottolineato contestata (da chi?), ma diciamo che è il paragrafo introduttivo, andiamo avanti e soprassediamo. Sarà una svista… non voglio pensare che l’articolo sia in malafede.

La procedura complessa

Prima di tutto occorre di essere dotati di uno smartphone, scaricare l’app e fare l’iscrizione allegando i dati di una carta di credito. Scelgo una prepagata Mastercard che ha su soltanto 8,26 euro. L’operazione richiede una decina di minuti ma possono esserci degli imprevisti. Io, per esempio, ho dovuto chiamare in soccorso mio marito perché non trovavo più l’app. Seleziono il mio autista: un tale Alessandro, alla guida di una mercedes nera, promette di arrivare in nove minuti. Prendo la corsa e lo aspetto sotto casa, nel quartiere Trieste, con il biglietto dell’autobus in mano. A questo punto dovrei inserire il codice promozionale «bigliettomezzi» ma l’app non me lo chiede e non capisco dove andrebbe digitato. Decido di aspettare. L’attesa è lunga. Nel frattempo, penso, avrei potuto prendere almeno quattro taxi.

“La procedura complessa
Prima di tutto occorre di essere dotati di uno smartphone, scaricare l’app e fare l’iscrizione allegando i dati di una carta di credito”

Fatemi capire… la procedura è complessa perché devo avere uno smartphone? Oppure perché devo addirittura scaricare un’app? o, crisi esistenziale, devo “allegare” (allegare? qui stiamo facendo un po’ di confusione con gli allegati delle e-mail) una carta di credito? Considerando che anche il Corriere della Sera ha un’app e che per utilizzarla devo avere uno smartphone, scaricarla e (lupus in fabula) se mi voglio abbonare devo inserire i dati di una carta di credito… ne deduco che anche fruire l’app del Corriere della Sera sia una procedura complessa.

“che ha su
Dopo aver “allegato” la carta di credito “che ha su” solo 8 euro… manca solo “scendi il cane che lo piscio”.

ma possono esserci degli imprevisti
L’operazione richiede 10 minuti, ok, è andata bene, ok, ma possono esserci degli imprevisti. Quindi prendere l’aereo è sicuro, ma possono esserci degli imprevisti. Prelevare al bancomat porta via circa 10 minuti, ma possono esserci degli imprevisti (es. non mi restituisce la carta di credito o addirittura è presente uno skimmer). Seguendo questa linea di pensiero qualsiasi cosa facciamo può presentare degli imprevisti (anche andare a pisciare, metti che inciampo…). Di solito uno si basa sulla “normalità” della procedura. Che è andata a buon fine, come alla giornalista e a milioni di altre persone. Ma è andata a buon fine con possibili imprevisti (che poi non si sa quali siano).

ho dovuto chiamare in soccorso mio marito perché non trovavo più l’app
La richiesta di aiuto al marito (anni di lotte sociali sulla parità tra uomo e donna distrutte in pochi caratteri) siamo sicuri dipenda da Uber?
Forse prima di provare a utilizzare Uber bisognerebbe imparare a usare uno Smartphone.

con il biglietto dell’autobus in mano
“Con il biglietto dell’autobus in mano”? Tell me.. why? Cerco di dare una spiegazione logica a questa affermazione, ma non ci riesco.

“Non capisco dove andrebbe digitato”
Vedi la nota sull’aver chiesto aiuto al marito.

“Nel frattempo, penso, avrei potuto prendere almeno quattro taxi.
E’ risaputo, infatti, che il traffico a Roma non colpisce i taxi, che possono volare. Infatti non capita mai di chiamare un taxi, sentirsi dire “10 minuti di attesa” e aspettarne 40. Mai, eh… volano, anzi, si teletrasportano.

La macchina «scolorita»

Alla fine Alessandro arriva. E qui c’è la prima sorpresa: la vettura è grigia. «Scusi ma non doveva essere nera?» chiedo. «Già – risponde lui scherzoso -, si è scolorita». Chiedo lumi sulla promozione ma il conducente è incerto: «Sì ci è arrivata una email – dice – ma non conosco la procedura. Ha digitato il codice quando mi ha chiamato?». «No – rispondo – pensavo di doverlo fare una volta salita in macchina». Lui si attacca al telefono, senza auricolare. Parla con un certo Michele che gli dice che non c’è problema, che casomai mando dopo una email.

“E qui c’è la prima sorpresa: la vettura è grigia”
E quindi?

“Lui si attacca al telefono, senza auricolare
Come se alcuni taxisti, a Roma, non si comportino nello stesso modo… non è la categoria, il problema, ma la persona.

La rivalità con i taxi

Il viaggio prosegue. L’autista mi racconta che è iscritto a Uber da poco e che i clienti sono soprattutto turisti. Mi dice che, essendo un noleggio, non potrebbe prendere corse come la mia perché ogni volta dovrebbe tornare nell’autorimessa. «Ma la colpa di quanto sta accadendo è dei tassisti – si sfoga mentre percorriamo le corsie preferenziali come se fossimo un taxi -, se fossero stati più gentili, se non avessero truffato tanti turisti magari non ci sarebbero così tante persone disposte ad usare Uber»

Nulla da dichiarare in merito, anche se più che un utente Uber mi sembra un coglione… con tutti i controlli a tappeto che sta facendo la Municipale, tu racconti a una sconosciuta che non sei partito dall’autorimessa? E’ talmente assurdo che forse è vero.
Per quanto riguarda la corsia riservata ai taxi, quello è un problema dei romani, non degli autisti Uber.

Il conto salato

Arrivati a piazza Colonna ho un momento di panico perché il mio telefonino è quasi scarico. Riuscirò a digitare il famoso codice promozionale? Il conducente preme sul suo smartphone «fine corsa», mi dà una ricevuta di 12 euro (più di quanto avrei pagato con il taxi) mentre io armeggio sull’app e scrivo la parola magica: «bigliettomezzi». Funzionerà? Scendo dall’automobile senza esserne certa. Qualche ora dopo apprendo via email che la corsa mi è stata addebitata perché non ho rispettato le procedure. Addio Uber. Non so quanti nuovi iscritti hai guadagnato con questa trovata visto che allo sciopero, secondo l’Atac, ha aderito solo il 7,1% del personale. Ma una cosa è certa: io la prossima volta prendo il taxi.

“ho un momento di panico perché il mio telefonino è quasi scarico”
Anche io, quando vado a pagare il conto al ristorante, ho spesso dei momenti di panico perché il mio portafoglio è quasi vuoto. Ma la colpa è del ristoratore o mia che non mi sono preoccupato di ricaricare il portafoglio?

“mi dà una ricevuta di 12 euro (più di quanto avrei pagato con il taxi)”
Non so che taxi prenda la giornalista, ma presumendo che sia partita da Piazza Buenos Aires (una zona a caso del quartiere Trieste) verso Piazza Colonna, sono 5Km di strada. Non posso sapere quanto costerebbe quella tratta, ma posso dirvi che da Termini ai Parioli (5,5Km), di sera (quindi senza traffico), un taxi ti spenna poco meno di 20 euro. E se vogliamo proprio fare i pignoli… Il diritto fisso di chiamata da radiotaxi è pari a € 3,50, la quota fissa di partenza nei giorni feriali (dalle ore 6:00 alle ore 22:00) è pari a € 3,00, poi bisogna aggiungere 1,10 €/km (5,50€). Solo con queste spese siamo a 12,00€, alle quali bisogna aggiungere lo scatto a tempo applicabile per velocità inferiore a 20 km/h pari a 27,00 euro l’ora (con scatti di 10 centesimi). Complimenti per il calcolo accuratissimo.

“io la prossima volta prendo il taxi”
I periodi conclusivi dell’articolo sono il massimo. Qui ci siamo superati. Signora giornalista, se Uber facesse schifo, non ci sarebbero flotte di taxisti incazzati neri, perché chiunque lo provasse, tornerebbe di corsa al taxi. Invece la gente lo prova, ne rimane entusiasta, e non lo molla più. Purtroppo, e qui spezzo una lancia in suo favore, i problemi tecnici della mobilità 2.0 sono risaputi (e non riguardano solo Uber, ma anche Blablacar, Enjoy, Car2Go, ecc.): problemi che derivano da una piattaforma tecnologica acerba. Dopotutto lo ha detto anche lei, possono esserci degli imprevisti.

P.s. per la cronaca non ho mai utilizzato Uber, ma ne sento parlare talmente bene che ho già pronta l’app per quando avrò bisogno di un “taxi”.

Auto blu all’asta su eBay, ma…

Il Governo mette all’asta le auto blu su eBay. E’ una notizia bomba perché di solito Istituzioni e tecnologia non vanno molto d’accordo e in questo caso, considerando che avrebbero potuto semplicemente farle fuori uso,è un grande segno di rispetto verso tutti: si cerca di risparmiare qualche soldo. Ma allora dov’è il problema?

Non c’è nessun problema, però mi fa sorridere il fatto che sia stata cancellata la targa dell’auto in vendita, ma non quella di tutte le altre auto che compaiono nella fotografia 😀

Sul traghetto Norman Atlantic, gli uomini picchiavano le donne.

Articolo aggiornato il 30/12/2014

Titola così il Corriere della Sera, ma leggendo l’articolo si apprende che c’è di peggio. Un camionista greco a bordo del traghetto ha dichiarato che “quando gli elicotteri dei soccorsi sono arrivati i passeggeri si sono fatti prendere dal panico. Tutti si pestavano l’un l’altro per salire sull’elicottero. Prima i bambini, poi le donne e poi gli uomini. Gli uomini tuttavia hanno cominciato a colpirci per poter entrare per primi. Non hanno preso in considerazione le donne o i bambini, niente.

Potrei sentirmi indignato, ma è la dichiarazione di un testimone, può non valere nulla. Peccato che il meglio debba ancora arrivare, con il commento, all’articolo, di un tale FabioPi:

Gli uomini non cedevano il posto alle donne sulle scialuppe? MI piacerebbe sapere in base a quale logica io, uomo, devo morire per far vivere una donna. Dare la mia vita per mia moglie, mia madre o mia sorella lo posso anche fare ma morire per una sconosciuta in base a regole stabilite secoli fa mi sembra una cosa fuori dal mondo.

Direi che ha applicato alla lettera la parità dei sessi, ma se io fossi sua moglie chiederei il divorzio.

Mentre un altro (che si firma Dellamorte Dellamore) scrive:

Sai che novità, è pure istinto di sopravvivenza, si pensa a se stessi e ai propri figli e famigliari.

Un altro ancora recita:

Io pragmaticamente ritengo che in situazioni di evacuazioni di emergenza sarebbe logico che passi prima chi ha agilità e riflessi rapidi di modo da rendere possibile il salvataggio del maggior numero possibile di individui. Se ci sono persone ciccione e con riflessi da bradipo, rischiamo solo di intasare le vie di fuga e perdere tempo (e vite). Questo è il pensiero di un programmatore di computer, ma noi siamo forti solo in logica e buon senso, mentre filosofi e demagoghi hanno la parlantina e ottengono il consenso…. anche se poi con i loro ragionamenti spesso portano a disastri.

Spero che programmi con una logica migliore di questa, perché se così fosse, fatta 100 la popolazione, con 10 persone forti e 90 sulla sedia a rotelle, con il suo ragionamento dovremmo salvare solo 10 vite e lasciarne morire 90, quando quelle 10 potrebbero, organizzandosi, salvarle tutte.

A questo punto rifletto e mi accorgo che il suffragio universale è una delle stronzate più grandi che la storia abbia mai partorito.

Due tornado si schiantano e l’italiano medio inizia a delirare

Stamani osservavo con tristezza (dai video e dalle foto, ovviamente) il fumo che si levava dall’area dell’incidente dove due Tornado si sono scontrati e il mio primo pensiero correva ai 4 militari che, io temo, hanno quasi sicuramente perso la vita.

Ora sono passate alcune ore e mentre pranzo davanti al PC, per curiosità, butto un occhio ai commenti degli italiani sull’incidente (sito Corriere.it) e mi si gela il sangue.

Mi si gela il sangue perché quasi sicuramente 4 persone hanno perso la vita (2 di sicuro, visto che hanno trovato i corpi) durante l’adempimento del proprio dovere e la gente cosa scrive?

Ma se invece di usare i costosissimi (per noi contribuenti) tornado per fare queste esercitazioni estreme, investire invece in una bella playstation? I similatori oggi sono talmente sofisticati che sono a tutti gli effetti come la realta’. E se capita un errore, buffetto dall’istruttore e poi tutti al circolo ufficiali. Invece che al campo santo (ed e’ andata bene visto che non hanno colpito civili!)

La PLAYSTATION per addestrare i piloti? Ma dov’era, questo, quando hanno distribuito i cervelli? Allora da domani tutti a prendere la patente di guida su Forza Motorsport.

Accade anche che molte persone siano prive di buon senso mentre la maggior parte ne e’ dotata. Applichi l’esempio al Costarica e a se stesso

Quindi dobbiamo fare come il Costa Rica? Ovvero farci proteggere dall’esercito U.S.A., contare meno di 0 nel mondo e diventare una colonia?
In sostanza una paese da 60.000.000 abitanti doverebbe contare come uno da 4.000.000?

A cosa serve l’industria bellica se non ad arricchire i produttori di armi ed i politici corrotti a spese dei cittadini? Seguiamo il virtuoso esempio della Svizzera: BASTA ARMI DA GUERRA. I soldi che risparmieremmo in difesa potremmo investirli per la competitivita’ del paese (per esempio larga banda, alta velocita’ ed istruzione) impiegando 5 volte piu’ persone e con un vantaggio effettivo per la nostra economia.

Giusto! Così domani lo Zimbabwe può tranquillamente decidere di dichiararci guerra e invaderci. Inoltre qualcuno mi deve spiegare la storia della Svizzera, visto che la Svizzera un esercito lo ha… secondo me su una cosa ha ragione: puntare di più sull’istruzione (sì, ma la sua).

E con la miseria ormai inarrestabile, questi qui giocano alla guerra simulata , si fanno tanto male, sprecano miliardi e bruciano i boschi. Cosa aspettiamo a diventare totalmente neutrali e senza eserciti ?

Sono morte delle persone e questo gli va a dire che “giocano alla guerra”????? Sprecano miliardi???? SONO MORTE DELLE PERSONE, MALEDETTO/A CELEBROLESO/A!!!
Ma come fa a uscire dalla mente umana un’atrocità simile?
Dobbiamo smilitarizzarci? E cosa succede se, un giorno, l’Austria impazzisce e finisce come israeliani e palestinesi? Come ci difendiamo? Con i sassi?

Dispersi? Se non sono morti bisogna metterli in galera! Basta giocare alla guerra coi nostri soldi !

Questa penso sia la cazzata più grande della storia e si commenta da sola.

E via di questo passo (potrei continuare, ma la pausa pranzo è finita). 4 nostri connazionali sono morti e io leggo queste cose. Sono basito e indignato.

Una cosa però l’ho capita. Ho capito perché questo paese va a rotoli. Va a rotoli perché non è uno Stato, è un’accozzaglia di persone che pensa solo a se stessa, di cui non gliene frega niente a nessuno se 4 suoi militari, 4 persone che sarebbero intervenute mettendo a repentaglio la loro vita in caso di necessità, sono morte… anzi, è il momento per insultarne la memoria.

Sic…

 

Abilitare il 4G LTE sui Nokia Lumia

Ho potuto constatare, a mie spese, che nonostante il mio Nokia Lumia 920 fosse correttamente impostato per utilizzare il 4G

Abilitare 4G Nokia Lumiae avessi richiesto l’attivazione del servizio LTE al mio operatore telefonico, continuavo a navigare in HSDPA.

Per abilitare la navigazione in 4G, quindi, ho dovuto digitare sul mio Nokia (dal tastierino numerico, quello per digitare le chiamate, per intenderci) il seguente codice: ##3282# e poi far partire la chiamata. Mi è comparso il seguente messaggio di errore,

Errore TIMma ora posso navigare in 4G.

4G abilitatoN.B. Rumors dicono che questa procedura sia sconsigliata da Nokia… non ne conosco il motivo, ma a me ha funzionato. Ovviamente non mi prendo alcuna responsabilità 😉

WhatsApp blocca svariati account dopo l’inoltro di un video di San Valentino: è isteria di massa

Whatsapp BanNon si sa per quale motivo (e probabilmente non lo sapremo mai), ma nella giornata di venerdì 14 febbraio la maggior parte degli utenti che hanno condiviso con i propri contatti il video #diventafrocio sono stati bannati da Whatsapp.

Se anche voi vi siete trovati, quindi, in questa spiacevole situazione, sappiate che basta cancellare il video dalla memoria del telefono per tornare operativi.

Detto questo, vorrei riflettere su alcuni particolari inquietanti:

  1. La disperazione di alcuni utenti. “Io uso Whatsapp per lavorare”. “Come faccio”. “Oddio adesso come posso vivere”. “Sono rovinato”.
    Tutto molto bello, ma vi ricordo che esistono gli SMS. Costano un po’ di più, ma sono un ottimo backup. Se proprio siete allergici, esiste Viber, WeChat, Skype, Line, la chat di Facebook e molto altro…
    Al last but not least… potete sempre usare il cellulare come se fosse un cellulare e… chiamare la gente.
  2. E’ un virus!!!!. Se fosse un virus, un worm, una bomba logica o qualsiasi altra cosa, chiunque lo abbia inventato diventerebbe ricco e famosissimo. Sarebbe il primo programma malevolo che riesce ad attaccare contemporaneamente IOS, Android e Windows Phone, senza sfruttare vulnerabilità di programmi terzi comuni a tutti e 3 gli ambienti. Insomma sarebbe una cosa potentissima e fighissima. La cosa inquietante è che l’avrebbe inventata un italiano…
  3. Denunciate!
    Chi? Whatsapp? E perché? Gli autori del video? E perché? Ho letto di gente che diceva di andare a fare denuncia alla polizia postale… ma cosa vuoi denunciare? Boh…

Detto questo, chi vivrà, vedrà. Però una camomilla in più non farebbe male 😉