L’inganno serve solo a tradire colui che se ne serve. All’inizio non capivo cosa volessero dirmi con queste parole, non riuscivo a decifrarle, ma ora credo di averlo compreso. So che cercavano di dirmi che il bugiardo mente sempre a se stesso. Avevano ragione.
Verità e menzogna sono parole intimamente correlate. Forse lo sono anche giustizia e vendetta, perché anche se hanno l’ambizione di definire valori differenti, non ho mai visto una sentenza che non contenga una porzione ragionevole di rappresaglia. Sarà giustizia per il potente, sempre spregevole vendetta per il miserabile.
Come si evince dall’immagine, Evaystyle (in collaborazione con Affarionweb) ha aperto un contest per far vincere a noi bloggers il succitato Samsung. Partecipare al concorso è semplice, ecco il regolamento:
Il SAMSUNG SGH-I900 Omnia Nero 8GB è comprensivo di spese di spedizione, quindi totalmente gratuito.
Per partecipare a questo contest i lettori di Evaystyle dovranno parlare di questo contest sul proprio sito o blog. Il vostro articolo dovrà contenere l’immagine con scritto Evaystyle e Affarionweb ti regalano un Samsung Omnia i900.Un link a questo post e uno al sito Affarionweb ( guardare quello in alto ). Se decidete di partecipare ricordatevi di segnalarlo nei commenti qui sotto.
L’estrazione avverrà in diretta via webcam tramite il sito Ustream.tv
Il contest non ha una fine prestabilita.Terminerà infatti tre giorni dopo il raggiungimento di 700 partecipanti ( visto il premio non penso durerà molto ).
È con dispiacere e profonda tristezza che condivido con voi tutti la funesta notizia che mi ha “colpito” sabato 22 novembre.
Ebbene, dopo quasi 2 anni di convivenza, io e la mia bellissima Tortuga ci siamo dovuti separare
La scelta è stata difficile e sofferta, ma è stato un passaggio obbligato. Le dimensioni raggiunte dalla mia piccola (circa 20cm) erano eccessive per tenerla in un acquario che, per cercare di farla stare al meglio, avevo già cambiato 2 volte. Così l’ho affidata a un amico, che ha un amico, che ha un altro amico (-.-) che ha un laghetto dove tenerla e farla nuotare in libertà.
Spero che nella sua nuova casa stia bene, che venga trattata con cura come la trattavo io, anche se ogni tanto la minacciavo di lanciarla giù dal balcone quando faceva troppo casino
Mi mancherà
Addio piccolina, buona fortuna…
P.S. Nella prima foto la potete vedere com’è, in questa… com’era poco dopo averla presa. Calcolate che nella bacinella in cui la vedete qui a fianco non ci stava più…
Come da oggetto è online su GameStar.it la mia recensione su World of Warcraft: Wrath of the Lich King. C’è poco da aggiungere rispetto a quanto ho scritto sull’articolo, se non che ancora non sono arrivato all’80…
Ovvero 15 anni di storia italiana ai confini della realtà.
Ieri sera, al teatro Ciak di Milano, io e l’inutile Sere (inutile perché ha avuto il coraggio di addormentarsi… ed è stata colpa mia che non l’ho tenuta sveglia e gli interessava sentire) abbiamo assistito allo spettacolo di Marco Travaglio. 3 (tre) ore di spettacolo in cui questo fantastico giornalista (uno dei pochi VERI giornalisti che ancora rimangono in Italia) ha parlato a ruota sulla storia (VERA) italiana di questi ultimi 15 anni.
Lo scenario che ne è emerso è qualcosa di davvero squallido e triste, ma purtroppo questa è la realtà. L’apice della comicità (perché noi ridevamo, probabilmente per non piangere) è arrivata con l’immancabile Silvio e le sue perle di saggezza (ci ha semplicemente letto qualche sua dichiarazione e la gente si ammazzava dal ridere).
Chiunque voglia imparare qualcosa vada a teatro a vederlo, ne vale davvero la pena. Rimarrà con lo spettacolo Promemoria a Milano fino a domenica e sono state aperte due serate extra per settimana prossima vista la grande adesione di pubblico. Questo, onestamente, mi fa ben sperare. Probabilmente c’è ancora qualcuno che è interessato ai fatti, quelli veri.
Oggi, durante la pausa pranzo, si è parlato di gatti.
Onestamente abbiamo parlato di gatti prima di pranzo, ovvero durante il viaggio verso la pizzeria che ha osato cambiare canale mentre noi (unici clienti del locale) stavamo guardando con passione Dragon Ball (per mettere il TG di rete 4, poi).
Comunque sia (non vorrei divagare) torniamo a ‘sti cazzo di gatti. Sarà stata colpa del cervello ottenebrato dalla mancanza di energia, ma ci stavamo chiedendo a cosa potesse servire un gatto in casa. Non si riusciva a trovare risposta, non si capiva perché una persona dovesse tenere una bestia tanto tenera quanto micidiale (per l’arredamento che tende a distruggere con le sue unghie affilate), quando un mio collega consulente (i consulenti ne sanno) ha finalmente trovato “la risposta” (che non è 42 – citazione valida solo per chi ha letto Guida Galattica per gli Autostoppisti).
I gatti servono per sfogare gli eccessi d’ira.
Fantastico, no? Non capite? Vi spiego meglio con un esempio pratico.
Ipotizziamo di lavorare a maglia (chi non lavora a maglia il giorno d’oggi?). Siete li, con i vostri uncinetti che smanettate per fare una dannata sciarpa, quando sbagliate il preciso movimento necessario ad annodare la lana. Nessun problema, si disfa e si ripete. Ricominciate… altro errore. Ok, ok, è solo un caso, si disfa e si rifà. Converrete con me che, al sesto o settimo errore consecutivo i nervi inizino a saltare e noi, che stavamo facendo la sciarpa per rilassarci, iniziamo ad assumere quell’espressione da maniaco con l’occhio iniettato d sangue tipica delle persone in procinto di sclerare. Allora qual è la soluzione? Semplice! Nel momento in cui il sangue caldo in eccesso arriva alla testa…
ZACK!
Si conficca con tutta la forza che si ha in corpo uno dei ferretti nella spina dorsale dell’ignaro gatto che, quasi sicuramente, vi stava rompendo i coglioni cercando di rubarvi il gomitolo di lana. A quel punto, l’energia utilizzata e le inutili richieste di aiuto del gatto (espresse in MEEOWH, MEEEEEOWWWWWW, MEEEEEEEEEEeeeeeeeeeeeeeee…) dovrebbero aver calmato i vostri spiriti violenti.
A questo punto non vi resta che vendere la carcassa a un ristorante cinese e acquistare un altro gatto.
Innanzitutto… ciao a tutti! E’ da un po’ che non riesco a scrivere su questo blog (per chi non lo sapesse ho iniziato a lavorare, di conseguenza addio cazzeggio!), ma grazie a questa vacanza forzata (sono 3 giorni che sono a casa causa febbre, ma da domani torno operativo) voglio deliziarvi con un nuovo intervento.
Ieri sera mi sono visto 21, un film ispirato a una storia vera che racconta di alcuni ragazzi del MIT che formano un team di blackjack sbancando Las Vegas ogni week-end (grazie al metodo del conteggio delle carte. Non porovateci o vi ritroverete in mutande prima di subito… non perché il metodo non funzioni, tutt’altro, ma perché mettero in atto non è cosa da poco). Ebbene, durante il film Kevin Spacey (che interpreta un professore universitario) pone il seguente quesito al suo studente migliore:
Supponi di partecipare a un gioco a premi, in cui puoi scegliere tra tre porte: dietro una di esse c’è un’automobile, dietro le altre, capre. Scegli una porta, diciamo la numero 1, e il conduttore del gioco a premi, che sa cosa si nasconde dietro ciascuna porta, ne apre un’altra, diciamo la 3, rivelando una capra. Quindi ti domanda: “Vorresti scegliere la numero 2?”
Lo studente migliore, ovviamente, risponde di si, in quanto cambiando la scelta le sue probabilità di vincere salgono dal 33% al 66%. Onestamente non sono riuscito a capire subito il perché, ma ho studiato
Ecco, quindi le motivazioni:
Spiegazione “logica” (da Wikipedia)
Ci sono tre scenari possibili, ciascuno avente probabilità 1/3:
Il giocatore sceglie la capra numero 1. Il conduttore sceglie l’altra capra. Cambiando, il giocatore vince l’auto.
Il giocatore sceglie la capra numero 2. Il conduttore sceglie l’altra capra. Cambiando, il giocatore vince l’auto.
Il giocatore sceglie l’auto. Il conduttore sceglie una capra, non importa quale. Cambiando, il giocatore trova l’altra capra.
Nei primi due scenari, cambiando il giocatore vince l’auto; nel terzo scenario il giocatore che cambia non vince. Dal momento che la strategia “cambiare” porta alla vittoria in due casi su tre, le chance di vittoria adottando il cambio sono 2/3 (66%).
Diagramma di Eulero-Venn (da Wikipedia)
Dopo aver scelto la porta 1, per esempio, il giocatore ha probabilità 1/3 di aver selezionato la porta con l’auto, il che assegna una probabilità pari a 2/3 alle due porte restanti. Si osservi che c’è una probabilità pari a 1 di trovare una capra dietro almeno una delle due porte non selezionate dal giocatore, dal momento che c’è una sola auto in palio.
Si supponga che il conduttore apra la porta 3. Dal momento che può solo aprire una porta che nasconde una capra, e non apre una porta a caso, questa informazione non ha effetto sulla probabilità che l’auto sia dietro la porta originariamente selezionata, che resta pari a 1/3. Ma l’auto non è dietro la porta 3, dunque l’intera probabilità di 2/3 delle due porte non selezionate dal giocatore è ora assegnata alla sola porta 2, come mostrato sotto. Un modo alternativo per arrivare a questa conclusione è osservare che se l’auto si trova dietro la porta 2 o dietro la porta 3, aprire la porta 3 implica che l’auto si trova dietro la 2.
Teorema di Bayes (fatta da me medesimo)
Applichiamo ora il simpatico teorema di Bayes che più di tutti può dimostrare che quello che vi ho detto non arriva da ctrl-c ctrl-v. Per chiunque fosse a digiuno ecco un piccolo ripasso.
- Sia P(S) la probabilità che la preposizione S sia vera in assenza di ogni altra informazione. P(S) è conosciuta come probabilità a priori.
- Supponiamo di ottenere un’informazione E. P(S|E) è la probabilità che sia vera S sapendo E. Questa è chiamata probabilità a posteriori o probabilità condizionata (sapere S partendo da E).
- Sia P(E) la probabilità che E sia vera senza sapere nulla di S.
- Sia P(E|S) la probabilità che E sia vera sapendo che anche S lo sia.
- Il rapporto P(E|S)/P(E) è chiamato rapporto di verosimiglianza (likelihood ratio, LR) di E dato S.
- Il Teorema di Bayes ci dice che la probabilità a posteriori P(S|E) deriva dalla probabilità a priori P(S) moltiplicata per il LR di E dato S, ovvero:
P(S|E) = P(S) x P(E|S) / P(E)
Quando applichiamo Bayes al problema di Monty Hall sappiamo che la probabilità a priori di trovare la macchina dietro una delle 3 porte è uguale a 1/3. Ovvero, chiamiamo le tre porte A, B e C. P(A) = 1/3, P(B) = 1/3 e P(C) = 1/3. Ora, scegliamo la porta A e il conduttore apre la porta C, rivelandoci che dietro di essa c’è una capra. Dobbiamo modificare le assunzioni basandoci sull’informazione che abbiamo appena acquisito, ovvero che P(C) = 0.
Chiamiamo E l’informazione che dietro la porta C non ci sono premi, ottenuta quando Monty la apre. Otteniamo che:
P(A|E) = P(A) x P(E|A) / P(E) (probabilità che il premio sia dietro A, sapendo E)
P(B|E) = P(B) x P(E|B) / P(E) (probabilità che il premio sia dietro B, sapendo E)
Calcoliamo le varie probabilità che ci servono in queste due formule.
P(A) = P(B) = 1/3.
P(E|A) = 1/2 (probabilità di aprire C e rilevare una capra avendo scelto A ed essendoci dietro questa porta il premio). E’ immediato constatare che se il premio è dietro la porta A Monty può scegliere la porta B o la porta C con euguale probabilità; tanto ci saranno solo capre.
P(E|B) = 1 (probabilità di aprire C e rilevare una capra avendo scelto A e non essendoci la macchina dietro questa porta - il premio è dietro B). E’ immediato constatare che se il premio non è dietro A e Monty apre la C il premio è dietro la porta B, quindi Monty deve aprire la porta C con probabilità 1.
P(E|C) = 0 la probabilità di aprire C sapendo che il premio è dietro C è, ovviamente 0.
Essendo A, B e C mutualmente esclusive esauriscono tutte le possibilità, quindi è possibile applicare la regola della probabilità totale:
Finalmente ho finito di sistemare tutte le foto relative al raduno degli Adrenaline a Gardaland il 27 settembre 2008. Non mi resta altro da fare, quindi, che lasciarvi al relativo set fotografico! (che potete guardare anche su flickr).
Oltre alle foto c’è pure qualche video che potete vedere sul mio profilo di Youtube. Vi saluto, comunque, lasciandovene uno qui sotto!