Buon Halloween!

E’ una festa tipicamente non italiana, ma fare la zucca mi piace un casino! (e oggi ho lavorato, quindi mi sono dovuto arrangiare come potevo 🙁 )


Buon Halloween!

Il Girellone ritirato dalla Coop? Qualcosa non torna

Adoro l’isteria di massa: prendi una notizia drammatica, falla girare su Whatsapp e in meno di un giorno si sarà diffuso il panico generale, con tanto di testate giornalistiche che pubblicano articoli a membro di segugio. Ma veniamo a noi.

Ieri, sabato 10 ottobre, ricevo un messaggio da un contatto Whatsapp, in cui vengo preallertato che:

La Coop ha ritirato dagli scaffali, a titolo precauzionale, il Girellone cotto olive (lotto numero 40115), con scadenza 14 ottobre perché può presentare una contaminazione microbiologica da Listeria monocytogenes. Si invitano i clienti a non consumare il prodotto e a riportarlo al punto vendita per il cambio o il rimborso.I supermercati interessati sono quelli di Toscana, Umbria, Lazio e Campania.

Considerando che io e mia moglie abitiamo in Umbria da 5 anni e siamo soci Coop Centro Italia, se riuscissi a farglielo comprare (le piacciono le olive) riuscirei finalmente ad ereditare e a risposarmi un’ucraina figa di 20 anni che non conosce neanche l’italiano. Prima di chiamare la mia dolce metà per invogliarla all’acquisto, però, ho deciso di controllare la fonte; dopotutto non volevo darmi false speranze. Mi sono così collegato al sito Coop Centro Italia e ho trovato un avviso abbastanza eloquente:

comunicato stampa girellone coopInsomma è una bufala? Ni. Diciamo che ho accantonato la possibilità di risposare un’ucraina ventenne e ho lasciato perdere.

Oggi, però, quasi tutti i quotidiani più illustri del nostro paese, quelli che le notizie le controllano sempre con precisione matematica e non scrivono mai articoli polemici (Il Fatto Quotidiano, il Giornale e altri media minori) riportano anch’essi questa terribile (si fa per dire) notizia. Ma allora è vero o non è vero?

Preso dalla curiosità ho spedito mia moglie alla Coop (io sono a casa ammalato). Risultato? Alla Coop confermano a metà: il messaggio è corretto nella parte in cui si comunica che il lotto incriminato del Girellone prodotto dalla Forteto è stato ritirato, falsa nella parte in cui è presente in tutti i punti vendita Coop di Umbria, Lazio, Campania e Toscana. Ma l’errore è stato della stessa Coop

Ma allora, è emergenza o no? Devo iniziare ad angosciarmi o posso vivere sereno? Per decidere se spararmi o se continuare ad esistere, sono andato sul sito del produttore (la Forteto) e cosa scopro? che i pezzi (probabilmente) contaminati sono 28. WTF? Fatemi capire, tutto sto casino per ventotto pezzi contaminati? La senatrice del Movimento 5 Stelle, Laura Bottici, lo ha addirittura detto durante una seduta sul ddl riforme costituzionali (e qui devo togliermi il cappello nei confronti di Grasso per la risposta). Mi sembra un tantino esagerato… capisco che 28 persone rischiano la vita, ma a inizio settembre la catena di supermercati Auchan ha pubblicato online un avviso per il richiamo del formaggio Coeur de Neufchatel a latte crudo da 200 grammi per la possibile presenza di Listeria Monocytogens,Auchan monocytogensovvero lo stesso identico problema di oggi, ma non ho letto notizie simili sul Fatto Quotidiano o sul Giornale… eppure il rischio di morte c’era anche in quel periodo. Insomma, o quando trovano sto Listeria Monocytogens è allarme nazionale, o non lo è. Non posso allarmarmi una volta si e una no.

Allora mi chiedo: che Whatsapp abbia incrementato la paranoia o qualcuno, effettivamente, ce l’ha con la Forteto per maltrattamento e abusi sessuali?

Il Mavilla non si smentisce mai e se la prende con i Carabinieri di Forte San Giuliano

E’ da un po’ che non andavo a leggere le notizie del Mavilla, questo perché il mio animo giornalistico mal digeriva il suo modo di raccattare lettori.

Purtroppo, vuoi perché Roma è vuota, vuoi perché volevo fare qualcosa di rischioso, vuoi perché mi annoiavo, ci sono tornato e mi sono imbattuto nella solita notizia modificata ad arte per creare lo scandalo.

Andiamo a vederla da vicino:

Cari amici,
per chi non fosse informato, qualche giorno fa, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Forte San Giuliano ha sequestrato e conservato all’interno della cassaforte dello stesso comando dei carabinieri di Genova, più di un chilo d’oro.

FALSO
Il sequestro è avvenuto diversi anni fa e il bottino, che è stato spostato più volte (censito, catalogato, mostrato alle vittime di furto), era la refurtiva recuperata dai Carabinieri a una banda di predoni che qualche anno fa aveva seminato il panico nel nord Italia.

Peccato che quel chilo abbondante di lingotti e lamine d’oro – dal valore stimato, circa 100mila euro – non si trova più.

FALSO
Non si trova più una parte del materiale sequestrato, pari a circa 60.000 euro di refurtiva, ovvero un singolo pacchetto. Il grosso del tesoro è ancora al suo posto.

Sul caso è stata aperta un’inchiesta condotta dallo stesso Comando dei Carabinieri – azione del tutto discutibile – tant’è che gli stessi militari hanno posto sotto sequestro i loro stessi armadietti… nella speranza di ritrovare l’oro sparito.

FALSO
Le indagini sono state affidate alla sezione di P.G. presso la Procura della Repubblica di Genova, posta alle dipendenze dirette del Pubblico Ministero. I militari del Comando Provinciale non sono coinvolti nelle indagini.

Tutti i militari sono stati ascoltati e interrogati dalla Procura di Genova, ma ad oggi non si ha traccia alcuna dell’oro sequestrato.

Azz, una cosa VERA!!!

La Procura non ha dubbi: “l’ipotesi più accreditata che possa spiegare la scomparsa dell’oro è quella di un furto, avvenuto all’interno della caserma stessa. Difficilmente esistono altre spiegazioni.”

FALSO
Si sta indagando per furto e per errore materiale, nel senso che qualcuno potrebbe aver sbagliato e aver unito due buste in una. Nel primo caso vorrà dire che qualche carabiniere non è così corretto come dovrebbe essere, nel secondo che c’è stata una leggerezza.

Come scritto molte volte: nei Carabinieri ci vorrebbe meno omertà e più trasparenza. I colleghi onesti dovrebbero capire che chi abusa della propria divisa potere è un delinquente che andrebbe immediatamente denunciato, isolato, punito e condannato. Questo perché mette in pericolo il lavoro ed il sacrificio di tutti gli altri.

Siccome il signor Mavilla, che sta avendo qualche noia con la giustizia, si dichiara innocente (e noi, nonostante la condanna di primo grado, pensiamo tutti che sia innocente perché, nel nostro ordinamento, siamo tutti innocenti fino a prova contraria), credo sia d’obbligo presumere anche l’innocenza dei carabinieri. Se poi verrà condannato qualcuno, allora potremo fare polemica.

Concludo citando un post su Facebook di Nicolò Zuliani (visitate il suo sito, è meraviglioso) che rende benissimo l’idea generale:

La velocità con cui la gente risolve i processi su Facebook è proporzionale alla mia velocità nel rimuoverli dalla lista amici

Il Corriere della Sera ci regala un giornalismo d’inchiesta d’altri tempi

Il Corriere della Sera decide di darci una lezione di giornalismo d’inchiesta, con un articolo leggermente di parte:

Uber: nel giorno dello sciopero bus
alla fine la corsa viene addebitata

ROMA – La promozione è allettante: una corsa gratuita nel giorno dello sciopero dei trasporti pubblici. A offrirla è Uber, la contestata multinazionale americana di trasporto automobilistico privato, che ha approfittato della giornata di protesta indetta dall’Unione Sindacale di Base, per rilanciare la sfida ai taxi.L’iniziativa è riservata solo ai nuovi utenti del servizi. Ma funzionerà? Il Corriere lo ha provato.

Ho sottolineato contestata (da chi?), ma diciamo che è il paragrafo introduttivo, andiamo avanti e soprassediamo. Sarà una svista… non voglio pensare che l’articolo sia in malafede.

La procedura complessa

Prima di tutto occorre di essere dotati di uno smartphone, scaricare l’app e fare l’iscrizione allegando i dati di una carta di credito. Scelgo una prepagata Mastercard che ha su soltanto 8,26 euro. L’operazione richiede una decina di minuti ma possono esserci degli imprevisti. Io, per esempio, ho dovuto chiamare in soccorso mio marito perché non trovavo più l’app. Seleziono il mio autista: un tale Alessandro, alla guida di una mercedes nera, promette di arrivare in nove minuti. Prendo la corsa e lo aspetto sotto casa, nel quartiere Trieste, con il biglietto dell’autobus in mano. A questo punto dovrei inserire il codice promozionale «bigliettomezzi» ma l’app non me lo chiede e non capisco dove andrebbe digitato. Decido di aspettare. L’attesa è lunga. Nel frattempo, penso, avrei potuto prendere almeno quattro taxi.

“La procedura complessa
Prima di tutto occorre di essere dotati di uno smartphone, scaricare l’app e fare l’iscrizione allegando i dati di una carta di credito”

Fatemi capire… la procedura è complessa perché devo avere uno smartphone? Oppure perché devo addirittura scaricare un’app? o, crisi esistenziale, devo “allegare” (allegare? qui stiamo facendo un po’ di confusione con gli allegati delle e-mail) una carta di credito? Considerando che anche il Corriere della Sera ha un’app e che per utilizzarla devo avere uno smartphone, scaricarla e (lupus in fabula) se mi voglio abbonare devo inserire i dati di una carta di credito… ne deduco che anche fruire l’app del Corriere della Sera sia una procedura complessa.

“che ha su
Dopo aver “allegato” la carta di credito “che ha su” solo 8 euro… manca solo “scendi il cane che lo piscio”.

ma possono esserci degli imprevisti
L’operazione richiede 10 minuti, ok, è andata bene, ok, ma possono esserci degli imprevisti. Quindi prendere l’aereo è sicuro, ma possono esserci degli imprevisti. Prelevare al bancomat porta via circa 10 minuti, ma possono esserci degli imprevisti (es. non mi restituisce la carta di credito o addirittura è presente uno skimmer). Seguendo questa linea di pensiero qualsiasi cosa facciamo può presentare degli imprevisti (anche andare a pisciare, metti che inciampo…). Di solito uno si basa sulla “normalità” della procedura. Che è andata a buon fine, come alla giornalista e a milioni di altre persone. Ma è andata a buon fine con possibili imprevisti (che poi non si sa quali siano).

ho dovuto chiamare in soccorso mio marito perché non trovavo più l’app
La richiesta di aiuto al marito (anni di lotte sociali sulla parità tra uomo e donna distrutte in pochi caratteri) siamo sicuri dipenda da Uber?
Forse prima di provare a utilizzare Uber bisognerebbe imparare a usare uno Smartphone.

con il biglietto dell’autobus in mano
“Con il biglietto dell’autobus in mano”? Tell me.. why? Cerco di dare una spiegazione logica a questa affermazione, ma non ci riesco.

“Non capisco dove andrebbe digitato”
Vedi la nota sull’aver chiesto aiuto al marito.

“Nel frattempo, penso, avrei potuto prendere almeno quattro taxi.
E’ risaputo, infatti, che il traffico a Roma non colpisce i taxi, che possono volare. Infatti non capita mai di chiamare un taxi, sentirsi dire “10 minuti di attesa” e aspettarne 40. Mai, eh… volano, anzi, si teletrasportano.

La macchina «scolorita»

Alla fine Alessandro arriva. E qui c’è la prima sorpresa: la vettura è grigia. «Scusi ma non doveva essere nera?» chiedo. «Già – risponde lui scherzoso -, si è scolorita». Chiedo lumi sulla promozione ma il conducente è incerto: «Sì ci è arrivata una email – dice – ma non conosco la procedura. Ha digitato il codice quando mi ha chiamato?». «No – rispondo – pensavo di doverlo fare una volta salita in macchina». Lui si attacca al telefono, senza auricolare. Parla con un certo Michele che gli dice che non c’è problema, che casomai mando dopo una email.

“E qui c’è la prima sorpresa: la vettura è grigia”
E quindi?

“Lui si attacca al telefono, senza auricolare
Come se alcuni taxisti, a Roma, non si comportino nello stesso modo… non è la categoria, il problema, ma la persona.

La rivalità con i taxi

Il viaggio prosegue. L’autista mi racconta che è iscritto a Uber da poco e che i clienti sono soprattutto turisti. Mi dice che, essendo un noleggio, non potrebbe prendere corse come la mia perché ogni volta dovrebbe tornare nell’autorimessa. «Ma la colpa di quanto sta accadendo è dei tassisti – si sfoga mentre percorriamo le corsie preferenziali come se fossimo un taxi -, se fossero stati più gentili, se non avessero truffato tanti turisti magari non ci sarebbero così tante persone disposte ad usare Uber»

Nulla da dichiarare in merito, anche se più che un utente Uber mi sembra un coglione… con tutti i controlli a tappeto che sta facendo la Municipale, tu racconti a una sconosciuta che non sei partito dall’autorimessa? E’ talmente assurdo che forse è vero.
Per quanto riguarda la corsia riservata ai taxi, quello è un problema dei romani, non degli autisti Uber.

Il conto salato

Arrivati a piazza Colonna ho un momento di panico perché il mio telefonino è quasi scarico. Riuscirò a digitare il famoso codice promozionale? Il conducente preme sul suo smartphone «fine corsa», mi dà una ricevuta di 12 euro (più di quanto avrei pagato con il taxi) mentre io armeggio sull’app e scrivo la parola magica: «bigliettomezzi». Funzionerà? Scendo dall’automobile senza esserne certa. Qualche ora dopo apprendo via email che la corsa mi è stata addebitata perché non ho rispettato le procedure. Addio Uber. Non so quanti nuovi iscritti hai guadagnato con questa trovata visto che allo sciopero, secondo l’Atac, ha aderito solo il 7,1% del personale. Ma una cosa è certa: io la prossima volta prendo il taxi.

“ho un momento di panico perché il mio telefonino è quasi scarico”
Anche io, quando vado a pagare il conto al ristorante, ho spesso dei momenti di panico perché il mio portafoglio è quasi vuoto. Ma la colpa è del ristoratore o mia che non mi sono preoccupato di ricaricare il portafoglio?

“mi dà una ricevuta di 12 euro (più di quanto avrei pagato con il taxi)”
Non so che taxi prenda la giornalista, ma presumendo che sia partita da Piazza Buenos Aires (una zona a caso del quartiere Trieste) verso Piazza Colonna, sono 5Km di strada. Non posso sapere quanto costerebbe quella tratta, ma posso dirvi che da Termini ai Parioli (5,5Km), di sera (quindi senza traffico), un taxi ti spenna poco meno di 20 euro. E se vogliamo proprio fare i pignoli… Il diritto fisso di chiamata da radiotaxi è pari a € 3,50, la quota fissa di partenza nei giorni feriali (dalle ore 6:00 alle ore 22:00) è pari a € 3,00, poi bisogna aggiungere 1,10 €/km (5,50€). Solo con queste spese siamo a 12,00€, alle quali bisogna aggiungere lo scatto a tempo applicabile per velocità inferiore a 20 km/h pari a 27,00 euro l’ora (con scatti di 10 centesimi). Complimenti per il calcolo accuratissimo.

“io la prossima volta prendo il taxi”
I periodi conclusivi dell’articolo sono il massimo. Qui ci siamo superati. Signora giornalista, se Uber facesse schifo, non ci sarebbero flotte di taxisti incazzati neri, perché chiunque lo provasse, tornerebbe di corsa al taxi. Invece la gente lo prova, ne rimane entusiasta, e non lo molla più. Purtroppo, e qui spezzo una lancia in suo favore, i problemi tecnici della mobilità 2.0 sono risaputi (e non riguardano solo Uber, ma anche Blablacar, Enjoy, Car2Go, ecc.): problemi che derivano da una piattaforma tecnologica acerba. Dopotutto lo ha detto anche lei, possono esserci degli imprevisti.

P.s. per la cronaca non ho mai utilizzato Uber, ma ne sento parlare talmente bene che ho già pronta l’app per quando avrò bisogno di un “taxi”.

Sul traghetto Norman Atlantic, gli uomini picchiavano le donne.

Articolo aggiornato il 30/12/2014

Titola così il Corriere della Sera, ma leggendo l’articolo si apprende che c’è di peggio. Un camionista greco a bordo del traghetto ha dichiarato che “quando gli elicotteri dei soccorsi sono arrivati i passeggeri si sono fatti prendere dal panico. Tutti si pestavano l’un l’altro per salire sull’elicottero. Prima i bambini, poi le donne e poi gli uomini. Gli uomini tuttavia hanno cominciato a colpirci per poter entrare per primi. Non hanno preso in considerazione le donne o i bambini, niente.

Potrei sentirmi indignato, ma è la dichiarazione di un testimone, può non valere nulla. Peccato che il meglio debba ancora arrivare, con il commento, all’articolo, di un tale FabioPi:

Gli uomini non cedevano il posto alle donne sulle scialuppe? MI piacerebbe sapere in base a quale logica io, uomo, devo morire per far vivere una donna. Dare la mia vita per mia moglie, mia madre o mia sorella lo posso anche fare ma morire per una sconosciuta in base a regole stabilite secoli fa mi sembra una cosa fuori dal mondo.

Direi che ha applicato alla lettera la parità dei sessi, ma se io fossi sua moglie chiederei il divorzio.

Mentre un altro (che si firma Dellamorte Dellamore) scrive:

Sai che novità, è pure istinto di sopravvivenza, si pensa a se stessi e ai propri figli e famigliari.

Un altro ancora recita:

Io pragmaticamente ritengo che in situazioni di evacuazioni di emergenza sarebbe logico che passi prima chi ha agilità e riflessi rapidi di modo da rendere possibile il salvataggio del maggior numero possibile di individui. Se ci sono persone ciccione e con riflessi da bradipo, rischiamo solo di intasare le vie di fuga e perdere tempo (e vite). Questo è il pensiero di un programmatore di computer, ma noi siamo forti solo in logica e buon senso, mentre filosofi e demagoghi hanno la parlantina e ottengono il consenso…. anche se poi con i loro ragionamenti spesso portano a disastri.

Spero che programmi con una logica migliore di questa, perché se così fosse, fatta 100 la popolazione, con 10 persone forti e 90 sulla sedia a rotelle, con il suo ragionamento dovremmo salvare solo 10 vite e lasciarne morire 90, quando quelle 10 potrebbero, organizzandosi, salvarle tutte.

A questo punto rifletto e mi accorgo che il suffragio universale è una delle stronzate più grandi che la storia abbia mai partorito.

Due tornado si schiantano e l’italiano medio inizia a delirare

Stamani osservavo con tristezza (dai video e dalle foto, ovviamente) il fumo che si levava dall’area dell’incidente dove due Tornado si sono scontrati e il mio primo pensiero correva ai 4 militari che, io temo, hanno quasi sicuramente perso la vita.

Ora sono passate alcune ore e mentre pranzo davanti al PC, per curiosità, butto un occhio ai commenti degli italiani sull’incidente (sito Corriere.it) e mi si gela il sangue.

Mi si gela il sangue perché quasi sicuramente 4 persone hanno perso la vita (2 di sicuro, visto che hanno trovato i corpi) durante l’adempimento del proprio dovere e la gente cosa scrive?

Ma se invece di usare i costosissimi (per noi contribuenti) tornado per fare queste esercitazioni estreme, investire invece in una bella playstation? I similatori oggi sono talmente sofisticati che sono a tutti gli effetti come la realta’. E se capita un errore, buffetto dall’istruttore e poi tutti al circolo ufficiali. Invece che al campo santo (ed e’ andata bene visto che non hanno colpito civili!)

La PLAYSTATION per addestrare i piloti? Ma dov’era, questo, quando hanno distribuito i cervelli? Allora da domani tutti a prendere la patente di guida su Forza Motorsport.

Accade anche che molte persone siano prive di buon senso mentre la maggior parte ne e’ dotata. Applichi l’esempio al Costarica e a se stesso

Quindi dobbiamo fare come il Costa Rica? Ovvero farci proteggere dall’esercito U.S.A., contare meno di 0 nel mondo e diventare una colonia?
In sostanza una paese da 60.000.000 abitanti doverebbe contare come uno da 4.000.000?

A cosa serve l’industria bellica se non ad arricchire i produttori di armi ed i politici corrotti a spese dei cittadini? Seguiamo il virtuoso esempio della Svizzera: BASTA ARMI DA GUERRA. I soldi che risparmieremmo in difesa potremmo investirli per la competitivita’ del paese (per esempio larga banda, alta velocita’ ed istruzione) impiegando 5 volte piu’ persone e con un vantaggio effettivo per la nostra economia.

Giusto! Così domani lo Zimbabwe può tranquillamente decidere di dichiararci guerra e invaderci. Inoltre qualcuno mi deve spiegare la storia della Svizzera, visto che la Svizzera un esercito lo ha… secondo me su una cosa ha ragione: puntare di più sull’istruzione (sì, ma la sua).

E con la miseria ormai inarrestabile, questi qui giocano alla guerra simulata , si fanno tanto male, sprecano miliardi e bruciano i boschi. Cosa aspettiamo a diventare totalmente neutrali e senza eserciti ?

Sono morte delle persone e questo gli va a dire che “giocano alla guerra”????? Sprecano miliardi???? SONO MORTE DELLE PERSONE, MALEDETTO/A CELEBROLESO/A!!!
Ma come fa a uscire dalla mente umana un’atrocità simile?
Dobbiamo smilitarizzarci? E cosa succede se, un giorno, l’Austria impazzisce e finisce come israeliani e palestinesi? Come ci difendiamo? Con i sassi?

Dispersi? Se non sono morti bisogna metterli in galera! Basta giocare alla guerra coi nostri soldi !

Questa penso sia la cazzata più grande della storia e si commenta da sola.

E via di questo passo (potrei continuare, ma la pausa pranzo è finita). 4 nostri connazionali sono morti e io leggo queste cose. Sono basito e indignato.

Una cosa però l’ho capita. Ho capito perché questo paese va a rotoli. Va a rotoli perché non è uno Stato, è un’accozzaglia di persone che pensa solo a se stessa, di cui non gliene frega niente a nessuno se 4 suoi militari, 4 persone che sarebbero intervenute mettendo a repentaglio la loro vita in caso di necessità, sono morte… anzi, è il momento per insultarne la memoria.

Sic…

 

Andrea Mavilla e l’Operazione Pasticcini, si chiudono le indagini preliminari

A quanto pare, secondo quanto riportato dal quotidiano il Corriere della Sera, le indagini preliminari su quanto accaduto tra Andrea Mavilla e i Carabinieri fuori da quell’ormai famosa pasticceria si sono concluse. Sono stati iscritti nel registro delle notizie di reato 2 persone:

  1. Un militare, per ingiurie contro Andrea Mavilla;
  2. Andrea Mavilla, per diffamazione e oltraggio a pubblico ufficiale. A tutto ciò si aggiunge che (cito testuali parole dall’articolo del Corriere): Andrea Mavilla rischia nuove accuse avendo egli messo a verbale comportamenti dell’Arma a suo danno (sputi, offese, prevaricazioni, abusi di gruppo) che risultano inesistenti.

Oh, inesistenti…

A ogni modo, secondo il PM (che all’italiana maniera ora è diventato un sovversivo, uno di parte, un millantatore, uno che difende le istituzioni, etc. etc.), quindi, i Carabinieri erano effettivamente lì per servizio e non per comprare pasticcini (ma noi a chi crediamo? A un PM o a un blogger?). La macchina era parcheggiata in quel modo perché così i militari potevano tenerla d’occhio dall’interno del locale e la perquisizione non è stata un abuso perché condotta “in flagranza di reato”, ma non convalidata perché il video era ormai stato pubblicato (quindi veniva a cadere la flagranza). Tutto questo non lo dico io, eh, ma il Corriere della Sera… quello che mi fa riflettere è che fa in parte scopa con quello che avevo scritto io nei miei precedenti post.

Son soddisfazioni.

Concludo con una piccola precisazione. Sul blog di Matteo Viviani, il signor Gianfranco (sullo scrivente) dichiara le seguenti cose:

gianfrancoNon mi sono messo a replicare perché quella non è casa mia, però non capisco… il fatto che io ritenga un particolare comportamento come sbagliato, fa di me una persona poco attendibile? Quindi un giornalista che racconta di una persona che non si è fermata a prestare soccorso dopo un incidente stradale, ritenendolo un comportamento riprovevole, non è attendibile? Il fatto, poi, che io non mi metta a moderare i commenti (ognuno è responsabile di quanto scritto, ricordo che gli indirizzi IP vengono salvati) mi rende ancor di più inaffidabile?

Buffo, io pensavo che lasciare spazio a tutte le voci, pro e contro, fosse proprio sinonimo di affidabilità e di libertà di parola. Probabilmente siamo ormai troppo abituati alla censura.

Andrea Mavilla mi scrive, io rispondo

In merito al precedente post, il buon Mavilla ha deciso di rispondermi in un commento. Innanzitutto lo ringrazio per il tempo che mi ha concesso e colgo l’occasione per commentare ulteriormente:

Buongiorno Dott. Giovanni Giuseppe Domenico Torcasso, ho letto con molta attenzione il seguente articolo.

Buongiorno Signor Mavilla, io invece ho letto con attenzione la sua risposta.

Sono sempre stato dell’idea che quando si scrive un articolo, si debba quantomeno conoscere non solo la materia, ma soprattutto i fatti.

Illustre Giovanni Giuseppe Domenico Torcasso lei nel precedente articolo non solo dimostra di non conoscere la materia, ma nemmeno i fatti… se poi prendiamo in considerazione anche questo nuovo articolo il quale pieno di inesattezze, illazioni, supposizioni, fondate sul nulla… non fa altro che confermare la sua totale disinformazione su quanto avvenuto prima, durante e dopo i fatti che hanno coinvolto i Carabinieri questa triste vicenda.

Mi scusi, ma come posso conoscere i fatti se non ero presente? Sto a 600Km da casa sua circa, è normale che io non sia a conoscenza di quanto successo in quei giorni. Ora, come lei riporta spesso nei suoi articoli, in Italia esiste il diritto di cronaca e il diritto di critica.

  1. Il diritto di cronaca: si informano le persone su quanto è oggettivamente accaduto, perché i fatti sono conosciuti e possono essere “facilmente” raccontati;
  2. Il diritto di critica: si esprime un giudizio soggettivo, secondo il proprio punto di vista.

Come lei ha espresso il suo diritto di critica su dei Carabinieri in servizio (non di cronaca, perché non aveva idea di cosa ci facessero davanti a una pasticceria), io esprimo il mio diritto di critica su quanto ho visto e, sottolineo, solo su quanto ho visto. Quindi confermo in toto: non conosco cosa è successo prima, dopo e durante i fatti che hanno coinvolto i Carabinieri (credo che chi mi abbia letto ne sia a conoscenza, non ho mai millantato conoscenze che non ho mai avuto), ma penso di poter esprimere un mio personale (opinabile) parere su quello che ho letto e sentito (su internet e TV).

Premetto che non è mia abitudine perdere tempo in polemiche inutili, ma per l’onestà intellettuale che da sempre accompagna la mia vita, le dedico qualche minuto del mio tempo per rispondere alle tante sciocchezze da lei scritte.

La ringrazio.

Risposta: Vede, Signore, se lei fosse stato informato non avrebbe scritto una sciocchezza simile: all’interno della mia abitazione è stato eseguito un vero e proprio blitz diretto dal Capitano dei Carabinieri, Marco D’aleo, il quale ha pensato bene di scomodare due compagnie dei Carabinieri, “Vimercate e Bellusco”.

Questo è quello che ci dice lei, prove oggettive (e non soggettive) non ce ne sono. Chi vuole può crederci, ma è come credere agli avvistamenti U.F.O.: o ci fidiamo di chi ce lo ha detto o non ci fidiamo. Io, onestamente, ritengo che sia una forzatura (ovviamente quanto scrivo, non è il vangelo, ma come ho ripetuto ovunque, un mio pensiero personale).
Tra l’altro devo correggerla: a Bellusco non esiste nessuna Compagnia Carabinieri, ma solo una normale Stazione.

Risposta: Vede, Signore, se lei fosse stato informato non avrebbe scritto una sciocchezza simile: partiamo dal presupposto che i Carabinieri NON avrebbero dovuto entrare all’interno della mia abitazione, tantomeno non avrebbero dovuto sequestrarmi alcun materiale in mio possesso… questo non lo dice Mavilla, ma la Procura di Monza che NON ha convalidato l’iniziativa intrapresa dallo stesso Capitano dei Carabinieri.

Ma… abbiamo detto la stessa cosa!!! Ho scritto più e più volte che non dovevano entrare a casa sua e non le dovevano prendere niente! (io l’ho definita: escalation di cazzate da parte dei CC). Almeno su questo punto la pensiamo allo stesso modo 😉

Il materiale acquisito dai Carabinieri la sera del 7 giugno 2013, non è stato trattenuto “1 giorno, come da lei scritto”, bensì 3 giorni… infatti tutto il materiale mi è stato consegnato il lunedì successivo “10 giugno”, sotto l’ordine della Procuratore della Repubblica, Dott.ssa. Donata Costa.

Chiedo umilmente scusa, ma dal video delle Iene sembra che il portatile sia andato a recuperarlo il giorno successivo. Correggo subito questa inesattezza nell’altro post (ciò non toglie che mi rimane qualche dubbio sulla capacità dei Carabinieri a effettuare il wiping dei dati su un Mac).

Il sedicente informatico “come da lei scritto”, il quale è stato intervistato dall’inviato delle Iene, Matteo Viviani, è responsabile della società Tesla consulting srl… società che lavora non solo per il Tribunale di Bologna come periti-tecnici informatici, ma con le principali aziende italiane le quali proteggono i propri sistemi da possibili attacchi informatici.

Tengo a precisare che ho scritto sedicente solo perché, IMHO, manca un dato fondamentale: ovvero quando sono stati cancellati i file. A ogni modo, io non voglio offendere nessuno e modificherò questo aggettivo. Purtroppo, senza quell’informazione, non possiamo sapere se i file sono stati cancellati prima o dopo. Tutto qui.

Risposta: Vede, Signore, se lei fosse stato informato non avrebbe scritto una sciocchezza simile: quando le autorità competenti effettuano una perquisizione mettendo a ferro e fuoco una casa, non hanno l’accortezza di riporre ciò che hanno precedentemente tolto dai cassetti, dai mobili o dagli armadi, anzi, sembrerebbe che si divertano a lasciarti la casa semidistrutta.

Giustissimo, solo che mi sembra eccessivo tutto quel casino per cercare un portatile. Inoltre, come scritto, io mi baso su quanto ho visto/sentito e dalle registrazioni che ci avete proposto non si sente alcun rumore di fondo che provi una tale baraonda. Ovviamente io non ero lì e posso solo commentare su quello che ho avuto modo di vedere.

Per la 4 domanda non credo necessita alcuna risposta, perché l’inviato delle Iene, Matteo Viviani, è stato contattato al numero di cellulare a lui ancora in uso, in data 8 Giugno 2013, alle ore 7:42 del mattino dal sottoscritto, come dimostrato dai tabulati telefonici consegnati alla Procura di competenza.

Non capisco. Io non ho scritto da nessuna parte che non credo al fatto che lei abbia chiamato Matteo Viviani il giorno dopo. Ho solo riportato quanto detto da Viviani nel suo Video Log, ovvero che si è basato su prove oggettive (quelle che ha fornito lei). Ma le prove fornite da un solo soggetto, nel diritto, non sono prove oggettive! (non sono neanche prove). Quindi cercavo di sottolineare il fatto che per definire “prova” qualcosa, dovrebbe esserci un dibattimento.

Vede, Signore, se lei fosse stato informato non avrebbe scritto una sciocchezza simile: anche perché ad oggi i Carabinieri i quali sono entrati all’interno della mia abitazione devono rispondere ad un processo che li vede accusati per i seguenti reati: abuso di potere, abuso d’ufficio, accesso abusivo a sistema informatico, minacce, violazione di domicilio e sequestro di persona… Il reato di sequestro di persona è stato attribuito pochi giorni, in quanto i soggetti che mi hanno prelevato, non avevano alcuna “motivazione valida” per poterlo fare.

Questo mi sembra sacrosanto e non ho mai detto il contrario. Io, infatti, ho sempre e solo criticato “l’inizio” di questa storia, ovvero l’aver dovuto riprendere dei CC senza sapere cosa stavano facendo davanti una pasticceria. Come ho scritto più e più volte, quello che è successo dopo non è concepibile e i fatti verranno chiariti una volta per tutte, com’è giusto che sia, dalla magistratura.

Quindi, i processi alle intenzioni, illazioni e supposizioni non portano a nulla…

Mi permetta… però è esattamente quello che ha fatto lei all’inizio di questa storia. Ha insinuato che dei CC fossero in pasticceria per comprare pasticcini, ma non ne aveva alcuna prova certa. A me solo questo dispiace, perché da una cosa (per me, ovvio) banale, si è caduti nel caos più completo.

Si informi, si documenti e successivamente scriva cose concrete e sensate… altrimenti non si offenda se le scrivono che i suoi articoli sono pieni di inesattezze diniseatezze.

Ribadisco, si tratta solo di miei pensieri personali che, mi pare, non offendono nessuno. Ho voluto far notare delle incongruenze (presunte, non certe) nei racconti che sono stati fatti. Ovviamente, lo ribadisco, mi sono basato su quanto ho visto, esattamente come ha fatto lei quando ha visto la macchina dei CC. Cerco di riportare un punto di vista diverso, nel rispetto di ogni persona coinvolta che, secondo me, è la cosa più importante in un articolo.

Buona continuazione. Andrea Mavilla.

La ringrazio e le auguro di arrivare il più presto possibile alla conclusione di questa spiacevole storia.

Matteo Viviani e il suo Vlog su “Carabinieri e abuso di potere”.

Articolo aggiornato il 17/10/2013 dopo le indicazioni di Andrea Mavilla

Mi hanno segnalato che la Iena Matteo Viviani ha registrato un Video Log dove, tra le altre cose, parla ancora una volta di quanto accaduto ad Andrea Mavilla (la ormai famosa Operazione Pasticcini a opera dei Carabinieri).

In un commento viene riportato un mio articolo e la Iena in oggetto fa notare che ho scritto un sacco di inesattezze:commento Matteo VivianiOra, vorrei tanto sapere quali sono le inesattezze che avrei riportato. Sono pronto a chiedere scusa nel caso avessi sbagliato, ma fino a prova contraria nessuno ha smontato senza ombra di dubbio la mia tesi.

Visto che nel video la Iena fa alcune precisazioni, è giusto che le faccia anche io. Innanzitutto Matteo Viviani fa notare che il servizio delle Iene non vuole attaccare “il divieto di sosta”, ma quello che è successo dopo. Ebbene, anche io sono consapevole che quello che è successo al Mavilla, ovvero la perquisizione non autorizzata e il sequestro di portatile e cellulare, non è stata una mossa intelligente e che avrà probabilmente dei risvolti dal punto di vista giudiziario (vedi la denuncia sporta dal Mavilla), ma il Mavilla (e molti altri) non la pensano così:

Mavilla: OK, Ok, ok… preciso che i Carabinieri i quali sono stati filmati dal sottoscritto mentre in servizio avevano abbandonato la propria autovettura in prossimità di un incrocio semaforico, in contromano, sulle strisce pedonali, con le ruote sul marciapiede tanto da ostacolare il passaggio alle persone diversamente abili, erano stati impegnati per via di un’emergenza.
Così conferma anche il pasticcere pasticcione…
In verità hanno ragione, un “cannolo siciliano” aveva tentato di estorcere il pizzo ad un “babà napoletano”… il quale non volendo pagare ha chiesto ad un bignè alla crema di chiamare una tartina alla fragola che a sua volta ha pensato bene di chiamare i soccorsi.
Una volta arrivati i soccorritori, il cannolo é stato arrestato, mentre il babà, il bignè e la tartina alla fragola sono stati prelevati e condotti presso la Caserma per essere interrogati.

Cosa si evince dal testo?

  1. Rende stupido il pasticcere, rendendolo poco credibile.
  2. Di quello che è successo dopo, nessuna notizia. Per lui il problema è la macchina in divieto di sosta. Questa cosa lo disturba nel profondo. Nel suo io più intimo. Mavilla, ti invito a lasciare la tua amata brianza (nota zona ad alto tasso di criminalità e di povertà) e venire qui a Roma. Fatti due passi e filma tutti quelli in divieto di sosta, coglioneggiandoli quando tornano alla macchina. Poi a fine serata, se avrai ancora i denti, ne riparleremo.
  3. Prende in giro le forze dell’ordine che stavano svolgendo il loro dovere in pasticceria, rendendosi tra l’altro poco rispettoso dello Stato stesso. Oppure le forze dell’ordine non devono entrare in pasticceria perché altrimenti automaticamente stanno comprando pasticcini? Ma vi rendete conto? Io fossi nella Guardia di Finanza, se fossi chiamato da un cittadino per un controllo sull’evasione fiscale, per esempio, con il Mavilla nei paraggi preferirei non entrare in un esercizio commerciale. Altrimenti mi filma e subito a pensare che ero lì per farmi i cazzi miei. Ah, i finanzieri cattifi comprano pasticcini!

Commento di un lettore: Caro Pietro, qualunque servizio i Carabinieri stessero svolgendo in quel momento, non sarebbero dovuti uscire con i pasticcini in mano!!! Io il video l’ho visto tutto, per ben 14 minuti e oltre…TU lo hai visto??? E come hai fatto a non vedere quel che tutti hanno visto??? Eh…non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire

AAAAAHHHHH!!!!! cattifi Carabinieri che escono con i pasticcini in mano!!!! TRAGGGGGGGGGEEEEEDIIIIAAAAAA!!! Reato gravissimo! Gogna! Fucilazione!

Il problema è che il Mavilla ha instillato il dubbio che i Carabinieri siano entrati in pasticceria per comprare pasticcini e anche se questa cosa è stata smentita sia dal pasticciere che dai documenti dei Carabinieri stessi non frega niente a nessuno. Che poi le brioches (non erano pasticcini, erano brioches) gli siano state regalate dalla proprietaria non fa testo. Non dovevano accettarle. Dovevano offendere la gentilezza di una signora e lasciare tutto sul bancone. Certo. Chi mai avrebbe pensato che accettare in dono qualche brioches sarebbe diventato un caso di Stato?

Il problema è che anche a pensare, come dice la Iena, che il problema sia sorto dopo, credo che le cose siano state gonfiate ad arte:

  1. perché 30 Carabinieri dovrebbero essere entrati a casa del Mavilla? (signori, neanche tutta la Compagnia di Vimercate conta 30 militari… hanno mobilitato un Battaglione per entrare a casa di un cristiano? Ma non vi sembra paradossalmente assurdo?). Saranno sicuramente andati, ma è già tanto se arrivavano a una decina.
  2. hanno sequestrato un portatile, cellulare, etc.. Ok, non dovevano. Ok, hanno sbagliato. Ok, hanno commesso un reato perché hanno cancellato dei file. Però anche qui qualcosa non torna: nel video delle Iene c’è un esperto di informatica che dice: “i file sono stati cancellati in modo che non possano essere recuperati”. Tecnicamente, quindi, i Carabinieri avrebbero effettuato un wiping dei dati.

    Cioè, ma vi rendete conto? No? ve la ripeto meglio.
    I Carabinieri avrebbero effettuato il wiping dei dati su un sistema operativo MacOSX.
    Ancora non vi dice nulla questa frase?
    No?
    Ve la spiego ancora meglio.
    I Carabinieri avrebbero effettuato una procedura complessa come quella del wiping che, tra le altre cose, un informatico medio non sa fare neanche su un sistema Windows, figuriamoci su un sistema MacOSX che ha una penetrazione sul mercato del 5%!
    Fate un esperimento: andate in Caserma, fatevi chiamare il Comandante di Stazione e ditegli: “Comandante, ma il wiping dei dati come si fa?” Dopo aver sgranato lo sguardo, come minimo, vi arresta per oltraggio a pubblico ufficiale.
    Io credo che i Carabinieri abbiano semplicemente cancellato i dati, svuotato il cestino e fine della storia. Qualcun altro ha creato il resto della storiella per renderla più piccante. Non a caso l’esperto non ci dice quando i dati sono stati cancellati. Un’informazione che ci avrebbe fatto molto comodo per sapere se l’operazione di wiping era stata effettuata durante la permanenza del materiale informatico in Caserma o successivamente (come io credo sia successo). Che poi quei dati non dovevano essere toccati è vero. Errore grave dei militari.
  3. Pare che in casa del Mavilla siano passati, più che i Carabinieri, i ladri. Che senso ha cercare nei cassetti se tutto quello che volevano erano i supporti informatici? Il Mavilla mica si aspettava visite che doveva nascondere la sua roba. Ma poi perché girare il televisore? Ora spiegatemi perché qualcuno, cercando un portatile, dovrebbe girarvi la televisione, guardare dentro la lavatrice o aprire il detersivo liquido. 😐 Che razza di senso ha?
    Bah, il caos che si vede mi sembra anche in questo caso realizzato ad arte.
  4. Matteo Viviani, nel suo Video Log, dice che si è basato sulle prove. Prove che gli ha consegnato Mavilla. Bene, ringrazio Dio che i procedimenti penali non vengano effettuati in questo modo e che le prove debbano essere formate in sede dibattimentale e non fornite senza il minimo controllo dal genio di turno. Altrimenti domani vado in banca, filmo uno che esce, poi la rapino, e poi metto il video in rete di questo che esce dalla banca scrivendo che è stato lui ad uscire subito dopo la rapina. Perché la ratio sulla quale è iniziato il tutto è proprio questa: una macchina dei CC parcheggiata davanti una pasticceria. “Erano dentro per comprare pasticcini!!!”, esclamava, senza neanche sapere perché erano lì. O forse lo sapeva, ma scrivere “Parcheggiano in divieto di sosta per ragioni di servizio” non faceva lo stesso effetto.

Ora, anche io reputo sbagliato quello che è stato fatto ad Andrea Mavilla dai Carabinieri, nulla quaestio su questo punto, quello che mi da fastidio è che a mio avviso la cosa è stata ingigantita dal Mavilla stesso. E non solo. Tutto è iniziato da un soggetto che è andato a stuzzicare dei militari che stavano facendo il loro dovere. Lo stavano facendo in divieto di sosta, è vero, e quindi? Non stavano facendo del male a nessuno e stavano lavorando. (impedivano il passaggio ai diversamente abili, qualcuno scrive. Infatti durante il video è stato impedito il passaggio a numerosissime persone e tutte si sono fermate indignate a protestare)

Certo, poi c’è stata un’escalation di cazzate da parte dei CC (perquisizione e sequestro), ma il blogger plurilaureato non ha creduto alla botta di culo e ci è andato a nozze, ingigantendo la questione e mangiandoci sopra.

Concludo che mentre noi siamo qui a parlare di stronzate, 3 persone, 3 carabinieri che stavano facendo il loro dovere, si ritrovano la vita rovinata (per chi ha effettuato l’escalation di cazzate, invece, aspettiamo il responso della magistratura) perché l’opinione pubblica se li è mangiati vivi. E con loro la loro vita, irrimediabilmente compromessa anche dai procedimenti disciplinari. Tutti questi video, queste parole, questi martiri, sono serviti solo a questo. Ma davvero in questo Paese le cose vanno così bene da potersi prendere la briga di rovinare la vita a 3 persone il cui unico errore è stato parcheggiare in divieto di sosta mentre effettuavano un servizio?
Quello che è successo dopo è un’altra storia e la versione definitiva ce la racconterà la magistratura. Ma nel paese dei commissari tecnici e dei processi in televisione, la sentenza è già scritta.